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110 auguri a me…

110 auguri a me, 8 anni dopo…

E non perchè un voto renda meritevoli, competenti o importanti.
Nella mia vita ho conosciuto menti realmente brillanti, persone veramente intelligenti e anime assolutamente profonde e non ho ne’ la presunzione ne’ le competenze per potermi paragonare a loro, ma semplicemente per ricordare a me stessa che vale la pena sforzarsi, vale la pena continuare a studiare e migliorarsi, vale la pena impegnarsi, provarci sul serio, non fermarsi allo strettamente necessario, non fare solo il minimo indispensabile.

Perché, anche se in questo paese sembra sempre più impossibile, sotto sotto ho ancora la speranza che impegnarsi possa servire a qualcosa…

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Artigli…

Si sgretola, piano piano, il mio mondo.

Perde stabilità, si spezza, sotto il mio sguardo.

La solidità diventa debolezza, la robustezza fragilità.

Scoprire che le certezze non esistono, imparare che “la mano sul fuoco” no, per nessuno.

Sentirsi soli, traditi, impauriti.

Guardare al futuro e vederci solo il passato, infranto.

Avere paura, di vedere, di capire, di realizzare.

Essere deboli, sgomenti, preoccupati.

 

Angoscia, inquietudine, timore.

L’aria scarseggia, gli occhi sono pieni di lacrime.

Il respiro manca, la vista si annebbia.

Frustrata, disillusa, amareggiata.

Inquietudine, preoccupazione, struggimento.

La vita ha affondato i suoi artigli nella sua carne e mi ha strappato un pezzo d’anima, per sempre…

Occhioniblu


Mai dare tutto per scontato…

Ci sono alcune -troppe- cose che si danno per scontate…

Il problema è che nella maggior parte dei casi si tratta di quello di più importante e fragile che possediamo. Ma proprio questa estrema delicatezza fa sì che, per paura di dover subire una perdita, ci ritroviamo a considerare eterno ciò che, invece, è mortale e fugace.

Rendiamo dei supereroi immortali i nostri genitori: esseri sovraumani che, infallibili,  eterni ed instancabili, dovrebbero accompagnarci, coccolarci ed aiutarci, per tutta la nostra vita.

Pretendiamo che i nostri amici, quelli che riteniamo veri, indistruttibili ed insostituibili, crescano con noi, cambino solo quando noi siamo pronti a cambiare e ci riservino sempre la priorità. Pronti ad aiutarci, a correre per noi, a capirci, a consolarci. L’imperativo è esserci. Perché? Perché ci sono sempre stati.

Crediamo che l’amore di chi ci è accanto sia inesauribile, eterno, capace di andare al di sopra di tutto e tutti. Riteniamo la persona che ci sta accanto in dovere di amarci e onorarci finché morte non ci separi. Ci deve capire, assecondare, viziare. Deve avvertire le nostre esigenze, soddisfare il nostro bisogno di essere amati, capiti, assecondati.

Eppure…

Eppure gli esseri umani non sono eterni, invecchiano, si stancano, iniziano a mancare piano piano fino a quando se ne andranno per sempre.

Le amicizie vanno coltivate, le persone cambiano, le priorità mutano, la vita prende direzioni a volte opposte e bisogna essere in grado di riscoprirsi, riadattarsi e ricrearsi.

E l’Amore… l’amore va alimentato, benedetto ogni singolo giorno e mai dato per scontato. Mai.
Le grandi passioni ardono, bruciano, si consumano e lasciano dietro di sé ammassi di cenere dalle quali si può decidere di far sorgere una fenice o il nulla… L’amore è sentimento, ma è anche scelta. La scelta di lottare, insieme, per tenere vivo ciò che si prova e ciò in cui si crede, senza dimenticarsene. Mai.

Occhioniblu


“Was It A Dream?”

Your defenses were on high
Your walls built deep inside
Yeah I’m a selfish bastard
But at least I’m not alone
My intentions never change
What I wanted stays the same
And I know what I should do
it’s time to set myself on fire
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
Your reflection I’ve erased
Like a thousand burned out yesterdays
Believe me when I say goodbye forever
Is for good
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
(A photograph of you and I)
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
A photograph of you and I
A photograph of you and I… in love…

 

Le tue difese erano alte
Le tue mura costruite in profondità
Sì sono un egoista bastardo
Ma almeno non sono solo
Le mie intenzioni non cambiano mai
Quello che volevo è sempre lo stesso
E so quello che dovrei fare
E’ ora che io mi getti nel fuoco
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Ho cancellato il tuo riflesso
Come mille ieri bruciati
Credimi quando dico addio per sempre
E’ per il nostro bene
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo…
una foto di noi… innamorati…

30 Seconds to Mars


Il battito d’ali di una farfalla…

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo
(The Butterfly Effect, 2004)

Io dico che un semplice sguardo sia in grado di risvegliare un vulcano di emozioni capaci di cambiare sé stessi e gli altri.
Io dico che due mani che si sfiorano quasi per caso siano in grado di raccontarsi storie, emozioni, vissuti che neppure sanno di conoscere.

Oggi è più facile lasciarsi andare, pensarti, amarti… o forse è ancora più difficile… come è difficile ammettere che la mia farfalla di Lorenz sei tu e che lo sbattere delle tue dolci ali è realmente stato in grado di provocare un uragano nella  mia parte di mondo più nascosta e difficile da trovare.

Oggi è facile dirti che ti amo, di un amore puro, viscerale che esula da questa vita.
Oggi è facile chiudere gli occhi e sentire il tuo profumo, il tuo calore, il tuo corpo.
Oggi è facile dirti che ti sognavo, che ti volevo e che veramente sono stata solo tua.

Oggi è facile dirti che mi eccita anche solo abbracciarti.
Oggi è facile dirti che fare l’amore con la tua anima è stato sublime e che non riesco a pensare di doverci rinunciare.
Oggi è facile dirti che quando ti ho supplicato di non andartene e di stare per sempre con me perché sentivo qualcosa di troppo importante, ero sincera.

Ma oggi la cosa più difficile è fare i conti con la realtà.  Perché un uragano è in grado di distruggere e fare del male anche se a provocarlo è stata l’eleganza e la soavità della dolcezza del tuo movimento.

Oggi è difficilissimo ammmettere che ho realmente pensato più volte di lasciare che quella meravigliosa farfalla sbattesse le ali e mi portasse via, nonostante l’uragano che sarebbe in grado di provocare….

Oggi dico che ci sono state volte in cui ho realmente pensato di vivere Te….
Oggi dico che sei l’unica ragione per cui ho pensato di poter cambiare tutto.

Ma le farfalle sono esseri effimeri e gli uragani fenomeni indelebili…

Occhioniblu


In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

Mi hai preso le mani e le hai legate a te, totalmente per caso, inconsapevole di quello che stessi facendo, ma in modo che pensavo essere indissolubile…

Ti ho toccato il cuore, e ho sentito che mi volevi bene… Ho sentito le tue parole, le tue richieste soffocate, i tuoi sogni inespressi… e intanto desideravo con tutta me stessa il tuo amore, immaginavo la tua vita, i tuoi pensieri, le tue azioni.

E avevo paura… Tanta paura… Paura di quello che volevo, paura di quello che tu stessi provando. Paura di perdermi, di sbagliare, di ferire…

E proprio mentre il tuo cuore si avvicinava di più al mio, tu te ne sei andato, hai rotto quel qualcosa di speciale e unico che ci univa, hai spezzato quel nostro folle ma meraviglioso amore… e mi hai scacciata…

Proprio mentre avevo bisogno di te, proprio mentre piangevo per te, per un noi che io stessa evitavo di creare, proprio mentre sentivo che sì, era vero, mi volevi e ti volevo… proprio mentre cercavo di allontanarti per arrivare alla consapevolezza che no, non lo potevo fare, sei tu che hai deciso… Sei tu che ti sei stancato delle mie mancanze, del mio non esserci, del mio avere una paura indescrivibile dei miei sentimenti, delle mie azioni…

Non posso darti torto, io so quello che provo, ma tu no, tu non sai cosa mi è passato per la testa da quando ho incrociato gli occhi della tua anima. La mia vita sembra sempre uguale, ma da quando ti ho conosciuto io sono cambiata. La superficie mente, la profondità si danna. Un’anima in conflitto continuo che non sa dove andare, cosa fare.

So che non posso tornare indietro, so che dovrò vivere sempre con la consapevolezza del poter e saper ferire.

Ma so anche che, probabilmente, non sono l’unica che non ha voluto vivere fino in fondo quello che stava accadendo. Probabilmente ho creduto di poterti entrare nel cuore e di non uscirne mai più. Forse, semplicemente, ti ho desiderato più io che “non potevo” di te che “eri libero di provare e vivere la tua vita”. Magari, banalmente, ho visto qualcosa che non è mai esistito…

Ma nonostante tutto mi chiedo se mai ti ritroverò, se mai la vita mi rimetterà sulla tua strada, se il mio ricordo ti accompagnerà e, soprattutto, se questo lampo velocissimo ha lasciato in te qualcosa…

In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

Mi hai lasciato le mani, te ne sei andato, mi hai abbandonata lì, con i miei sogni, con le immagini di noi, con i miei pensieri, senza permettermi di agire…

Occhioniblu


La A maiuscola…

Non so cosa sia peggio: scoprire che il vero Amore non esiste, perdere il vero Amore, tradire il vero Amore…

In qualsiasi caso, però, dinnanzi si ha solo una via: la Sofferenza…

Mi guardo intorno e vedo coppie felici, matrimoni, figli, progetti, ma poi scavo nel profondo e trovo incertezze, problemi, tradimenti, rimpianti.

Mi chiedo se l’essere umano, per sua natura totalmente imperfetto,  sia in grado di non rovinare qualcosa di talmente puro e perfetto come l’Amore.

Magari alcune persone ne sono in grado, magari alcuni esseri umani hanno veramente trovato la metà della mela, il proprio pezzo di anima mancante per formare l’unità… o magari si illudono, si accontentano, si lasciano ingannare da quella che vorrebbero essere la realtà, il sogno che da effimero si fa concreto, vivo, in carne e ossa…

Non posso sapere se realmente chi inneggia all’amore eterno provi quello che dice, oppure sia offuscato da quella che vorrebbe essere la realtà, ma so quello che provo io…

Provo disagio, provo paura, provo vergogna, rimorsi, rimpianti, sogni, vaneggiamenti… mi ancoro con tutte le mie forze al sogno, alla fantasia, alla poesia… e poi mi sveglio e sento solo un gran vuoto e un gran terrore…

Gli amori più belli li vediamo nei film, nei romanzi, nei racconti, ma non riusciamo a vederli o riprodurli nella realtà.

Ci leghiamo, senza neppure accorgersene, a persone di cui non riusciamo più a fare a meno, ma non riusciamo a portare avanti la battaglia contro i piccoli grandi problemi della vita, contro l’eterna diatriba tra il voler Bene e provare Passione.

Gli amori più belli sono quelli appassionati in cui i due amanti si rincorrono senza tregua e senza mai affaticarsi  in una danza mozzafiato ed idilliaca, in cui non riescono a fare a meno l’uno dell’altro… o sono le storie a lieto fine, dove l’unione, la la complicità, la vita insieme regnano e danno pace e in cui non è neppure pensabile vivere l’uno senza l’altro?

Entrambi.
Entrambi sono veri Amori.
Ma non convivono mai.
Mai.

occhioniblu


Mi commuovo pensandoti…

Mi commuovo pensandoti.

Mi si scalda il cuore, mi inizio ad agitare, mi guardo intorno per smorzare le emozioni, ma non ci riesco, esse sono tutte lì, nel mio cuore, pronte ad esplodere.

Vorrei l’impossibile, vorrei trovarti un posto nella mia vita in cui tu stia bene, in cui tu possa essere felice, accanto a me. Sapere che ci sei, che non te ne andrai mai.

Mi lascio totalmente e completamente andare, senza pensare a nulla, a nessuno, senza valutare le conseguenze delle mie azioni sul mio cuore, sulla mia mente, sulla mia vita… ma, semplicemente, mi abbandono a quello che sto provando…

Mi abbracci… e non lo hai mai fatto. Non ho mai sentito le tue braccia, non ho mai annusato la tua pelle, non ti ho mai veramente toccato, eppure mi sembra talmente naturale il contatto con la tua pelle. Mi stai abbracciando, forte e non sento solo il tuo calore, non sento solo il tuo corpo, ma sento anche il tuo cuore. Sento che è il tuo cuore che mi sta stringendo che mi sta salutando, che mi sta accarezzando.

E’ un crescere continuo di emozioni, di sensazioni forti, viscerali… Il tuo abbraccio, i tuoi occhi, le tue mani…

Mi baci… mi stai baciando… vedo il tuo volto, sento le tue labbra, morbide, carnose… mi sto tuffando su di loro… sento il loro sapore…

La tua bocca, il tuo corpo, la tua testa, le tue parole, la tua voce… TU!

Non riesco a trovarti un posto in questo tempo ed in questo spazio, mi sembra veramente tutto così dannatamente normale, giusto, inevitabile.
Sono imbarazzata, ma lo sono perchè non riesco a capire cosa mi stia accadendo. Sei seduto davanti a me, ti racconti, ti parlo, mi apro con te e rimango basita nel riuscire a confessarti sentimenti provati e situazioni vissute con una facilità estrema.

Da dove arrivi? Dove mi hai conosciuta così profondamente? Perchè io mi sento priva di protezione, senza barriere. Scruti, indaghi, analizzi, colpisci e mi affondi… senza nessuna possibilità di difesa, senza che io possa nasconderti la mia vera essenza…

In questo istante sento di poter mettere a nudo tutta la mia anima, la mia fragilità, la mia essenza…il mio corpo.

Io e te e nient’altro, nessun altro, non esiste tempo, non esiste luogo.

Ed è ancora tutto così dannatamente normale e naturale.

Non mi vergogno di te, non mi trattengo. Non ho mai toccato il tuo corpo prima, non ho mai assaggiato la tua pelle in precedenza, non ti ho mai donato la mia essenza. Eppure, eppure sento che sei con me, sento che siamo sullo stesso binario. Due anime che si stanno conoscendo per la prima volta, ma che sentono di conoscersi da sempre. Due corpi che si incontrano e danno vita ad una danza meravigliosa, coinvolgente, passionale. Movimenti Intensi, dolci e contemporaneamente violenti. Gesti desiderati, sognati, immaginati, che prendono forma, acquisiscono sostanza, valore.

Scopro il tuo essere, assapori la mia anima. Urlo con te, per te. Ti dimostro quanto tu mi stia entrando nelle viscere, mi stia facendo star bene.

E’ inevitabile il nostro incontro, la tua bocca sulla mia, le mani che si incrociano, gli sguardi che si perdono uno in quello dell’altra. E’ un labirinto infinito di emozioni, un’incredibile vortice di passioni.

Ti voglio e mi vuoi. Il tuo corpo contro il mio. Sento la tua forza, il tuo desiderio. Sento che ora non vorremmo essere da nessuna altra parte.

Io e te. Un Noi che qui sta prendendo forma e che qui rimarrà, per sempre. Impresso nei ricordi, acquista di diritto un posto nel nostro cuore, nella nostra anima, nella nostra vita. Per sempre.

Perchè so che sarà per sempre.

Non cambierà mai.

Sta nascendo qualcosa che rimarrà eternamente qui. Rinchiuso tra queste mura, che non sono quelle di questa stanza, ma sono le mura dei nostri cuori, perchè -lo so- proteggeremo per sempre ed in qualsiasi modo questo dolce, forte, coinvolgente “Noi”.

Puoi e devi farmi ciò che vuoi. Incatena il mio corpo, usami, sfoga su di me quello che senti dentro.

Amami.

Fatti amare.

Godi con me, di me.

Io ti sento.

Sento che mi ami.

Sento che sei qui per me.

Sento che quello che provi è immenso.

E non è un semplice “peccato” e sono certa che quello che ti rimarrà sarà molto di più di un semplice “nulla tra le mani”.

Vorrei guardarti negli occhi e farmi dire che andrà tutto bene. Il mio cuore piange tra le tue braccia. Non so se percepisci quello che provo. Non voglio lasciarti andare via, ma mi ritrovo a guardarti mentre ti allontani.

Non pensavo di arrivare a tanto, non pensavo di provare tanto, non immaginavo di poter stare così bene…

Avrei potuto o forse – secondo la morale, la giustizia, la coerenza, quelli che credevo essere i miei valori – dovuto starti lontano, impedirti di arrivarmi tanto vicino, ma sono certa che il mio stato d’animo, la mia sofferenza, sarebbero state le medesime e avrei provato la stessa paura di aver sbagliato, di aver fatto la scelta errata.

Non riesco a sentirmi in colpa per aver vissuto le mie emozioni, non riesco a colpevolizzarmi per aver vissuto te, Noi, non riesco ad incolpare me stessa per aver seguito il proprio cuore, il proprio istinto e aver vissuto esattamente quello di cui aveva bisogno, quello che sognava, che sperava…

Ma ho paura di fare del male, quello sì… Ne sono terrorizzata… Io accetto il rischio di ferirmi pur di partecipare a questa folle, ma meravigliosa corsa, ma non riesco a tollerare che qualcun altro possa farsi male a causa mia…

Vorrei che tutto fosse più facile, vorrei rendere felice le persone a cui tengo…

Occhioniblu


Sentimenti…

I sentimenti sono ciò che rendono bella la vita, ma anche ciò che la possono mandare in crisi, distruggere.

La passione, l’amore, l’attrazione infuocano gli animi, ci rendono vivi, ci fanno sentire salvi, veri, esseri sensati con una ragione per vivere.

Ma la passione, l’amore, l’attrazione sono gli stessi sentimenti che possono ucciderci, farci sentire sbagliati, errati, scorretti, esseri imperfetti incapaci di gestire le proprie emozioni.

Anime senza appiglio in balia degli eventi, soffi di vita trasportati dalla corrente del destino, eternità incatenate in un tempo finito e mortale.

Nell’inscindibile dualismo della mente e del cuore ci ritroviamo così, come scheletri senza carne e contemporaneamente come corpi senza ossa. Tutto e niente. Bianco e nero. Bene e male. Consapevoli della nostra inseparabilità perpetuiamo il tentativo di vivere vite prive di unione, come se le diverse parti di Noi potessero realmente percorrere strade diverse, esistenze scisse, frammentate. Rincorriamo l’unità praticando la frammentarietà e lamentandoci del fallimento assicurato.

Illusioni, false speranze, inganni della mente e del cuore…

Crediamo di possedere anime immortali ed indistruttibili che, inevitabilmente, finiranno invece per scontrarsi con il tempo, le limitazioni, i cambiamenti e ne usciranno irrimediabilmente dannate, tormentate, castigate.

Non esiste luogo dove rifugiarsi, non esiste posto dove ritrovarsi. Non esiste mano in grado di aiutare e abbraccio in grado di consolare.

Trovare una soluzione è impossibile, unire due poli che non combaciano impensabile, trovare unità nella disomogeneità insensato…

E allora che fare? Ricercare l’unità o assecondare il proprio folle, inebriante, spietato sogno di dar forma e sostanza ad ogni frammento del nostro Io?

Occhioniblu


Schiacciata…

Schiacciata, oppressa, appesantiva dal mio stesso essere, dal mio dolore, dalla mia insoddisfazione.

Sofferenza, Rabbia, Paura.

Voglio solo essere importante, sentirmi importante, sentirmi utile.

E invece non ho niente da dire, nulla da fare,  niente da donare…

Forse c’è un tempo utile per trovare la propria strada, per diventare “Qualcuno” e, forse, quel tempo è passato.Ormai è troppo tardi per cambiare e no, non è vero che non è mai troppo tardi. Arriva un momento in cui il proprio cambiamento comporterebbe conseguenze troppo grandi e dolori troppo immensi alle persone che abbiamo accanto, per permetterci di agire. E allora ci si rassegna e, semplicemente, si sogna di andar via, ma dove? Di mollare tutto e ricominciare, ma da cosa? Da chi? Da me stessa? Certo, ma…

Chi sono io? Se non un’anima troppo fragile che, fingendo di essere forte, rimane ferma, immobile, inerme, in perenne ricerca di un appiglio, di un segnale, di una salvezza da se stessa…

Occhioniblu


Credere…

Ti vengo a cercare, ma non so come tu sia fatto…

Provo a chiamarti, ma non so il tuo nome…

Vorrei guardarti negli occhi, ma è impossibile, tu non sei visibile…

Chi sei?
Dove sei?
Cosa hai nella mente mente?
E nel cuore?

Non può essere tutto un caso, non può non esistere nulla al di sopra di tutto questo, del dolore, della gioia, dell’amore, della morte. Non può essere un semplice ciclo di vita, deve esserci un motivo, una ragione che giustifichi il nostro essere, le nostre differenze, le nostre somiglianze, i nostri sentimenti…

Cosa sei?
Dove posso trovarti?
Hai una mente?
E un cuore?

Ho creduto fortemente in Te, poi sono cresciuta e ho iniziato a credere solo nella cattiveria umana…

Ed ora?

Ora mi sono stancata di tutto e vorrei solo vedere un appiglio, una giustificazione a tutto questo dolore, al male, alla crudeltà, alle ingiustizie e al dolore… mie e di questo mondo…


Ferita da un lampo d’amore…

Mi hai ferita. Mi hai fatto male. Mi hai fatto soffrire.

Me lo meritavo.

Ti ho delusa. Ti ho ferito. Ti ho fatto male.

Non te lo  meritavi.

Mi sono ritrovata più volte, dal nulla, a sognare come sarebbe stare con te, a immaginare Noi… Ho sognato i tuoi baci, le tue carezze, ho immaginato di fare l’amore con te, in modo forte. Ho desiderato essere posseduta da te, di essere tua, corpo e anima. Ma soprattutto ho sognato di guardarti negli occhi e di perdermi in un tuo abbraccio, dolce, denso di amore, sincero, eterno…

Ma sono immagini, sogni. Non so nulla di te, anche se mi sembra il contrario. Il mio cuore si è fatto un’idea di te ben precisa. Una parte di me si è innamorata inesorabilmente della tua dolcezza, della tua profondità, del tuo modo di fare dal primo momento in cui sei stato in grado di leggermi dentro senza nessun ostacolo. Hai visto una parte di me segreta, nascosta, che la maggior parte delle persone ignora. Hai subito accarezzato il mio cuore, lo hai preso per mano e lo hai accompagnato al tuo, con delicatezza, con rispetto, con purezza, con amore…

E io ho subito sentito il tuo calore, la tua dolcezza, la tua intensità e mi sono lasciata trascinare in un vortice di emozioni nuove, vivide, meravigliosamente coinvolgenti.

Avrei dovuto scappare subito. Avrei dovuto proteggermi e proteggerti. E invece… Invece è stato tutto troppo intenso per tirarsi indietro. E ti ho ferito. E mi hai ferita.

E ho conosciuto un’altra parte di te.
E ho sentito il tuo disgusto.
Tono accusatorio.
Supponenza.
Sarcasmo con una punta di cattiveria.

“Tu non mi conosci. Se mi presentassi lì e mandassi a monte tutta la tua vita?” Battute, sì battute, ma che rivelano tutta la rabbia che hai dentro, tutto l’avversione che provi.
“O me o lui.”
“O me o la tua attuale vita.”
Non è tutto così facile. Non è tutto bianco o nero. Non posso rinunciare e buttare via una vita costruita insieme per un attimo, per un lampo di luce, di amore…

“Falsa. Opportunista. Senza palle. Senza morale. Incapace di prendere in mano la tua vita.”
Accuse vere o meno, celate sotto una risata o manifestate apertamente…

Tristezza.

Nausea.

Mancanza d’aria.

Lacrime.

Singhiozzi.

Dolore.

Vuoto.

Mancanza.

Tutto questo quando, forse, sarebbe bastato un abbraccio occhi negli occhi per portarmi via. Per sempre.

Ora è tardi.

Non si vive di forse. Non si vive di sogni. Non vi vive di immagini. Immagini stupende che mi hanno riempito e mi colmano il cuore. Ti sento dentro, ti sento vividamente, so che ci sei. Non so come sia possibile, ma ciò che sento è reale. Una parte di me ti ama.

Non so come sia possibile. Ma sento amore. E te lo vorrei urlare. Ti vorrei abbracciare. Vorrei piangere con te e diventare un’unica cosa. Con te. Ora.

Ma probabilmente non è abbastanza.

Io non sono abbastanza per te.

Ti meriti di più. E vuoi di più. Lo so.

E anche lui si merita di più. Si merita onestà e fedeltà.

E tu ti meriti amore incondizionato.

Che io non sono in grado di darti.

Occhioniblu


Dovrei…

Sei entrato come un fulmine nella mia vita, nella mia mente, nel mio cuore…

Ti ho incontrato un giorno, per caso, ma subito mi hai travolta: il tuo modo di fare mi è entrato sotto la pelle…

Non riesco a parlarti, ho troppa paura… Ho paura di te e ho paura di me stessa…

Cosa dovrei dirti? Che si sono dei momenti in cui mi ritrovo ad immaginare di mollare tutto solo per venire a vederti, per venire a scoprire se tutto quello che ho immaginato, bramato, sognato è reale oppure è solo una bella invenzione?

Cosa dovrei dirti? Che una parte di me sente e conosce tutto quello che stai provando tu? Che una parte di me vede oltre i tuoi occhi, sente oltre quello che dice la tua voce? Che una parte di me ti desidera tantissimo, follemente, in modo del tutto incondizionato?

Che dovrei dire? Che vorrei solo ed esclusivamente poterti vivere? Che vorrei abbracciarti, sentire il tuo calore, sentire il tuo corpo e il tuo cuore?

Invece non riesco a dire nulla… mugugno, mi ingolfo e mi sento dannatamente sbagliata… Non capisco come sia possibile che le sensazioni più belle e più pure del mondo, i sentimenti più profondi, incondizionati non debbano essere vissuti…

Crisi da rientro dalle vacanze? Crisi da situazione lavorativa mutata? Crisi da cambio di stagione?

Oppure crisi mia personale? Crisi di un’anima che non riesce a vedere cosa si celi realmente dietro l’azzurro dei suoi occhi? Crisi di un cuore pieno di emozioni e pieno di voglia di amare? Crisi di una mente che sa cosa è giusto, che sa che ha dei doveri, ma che ama sognare, che vive dei propri sogni, delle proprie fantasie, dei propri desideri?

Perché fantasticare e sognare insieme rappresenta la forma d’amore che preferisco, quella più pura, quella più vera… ma poi la realtà raramente dà forma ai sogni…

Vorrei essere sincera, confessarti quello che veramente provo, aprire a te il mio cuore e raccontarti l’amore che susciti in me, vorrei… ma poi la realtà è un’altra e non si può scappare per sempre…

Cosa dovrei dirti? Che so che potrei innamorarmi di te veramente come un’adolescente? O dovrei dirti che la mia vita comunque è un’altra?

Cosa?

Dovrei dire tante cose… o forse semplicemente dovrei andarmene via e lasciarti libero…

Occhioniblu


Magari in un’altra vita mi amavi…

Magari in un’altra vita mi amavi…

Magari siamo destinati a ritrovare in questa vita pezzetti di cuore lasciati chissà dove e chissà quando, parti delle nostra anima che una volta ci sono appartenute e che ci hanno completato e che poi si sono disperse  nell’infinito, in un eterno senza spazio e senza tempo…

Magari in un’altra vita ti sei preso cura di me, del mio cuore, della mia anima.

Magari in un’altra vita eravamo un “noi”, eravamo due cuori fusi in uno solo, due anime profondamente innamorate.

Questo spiegherebbe la forza con cui sei entrato nei miei pensieri, nel mio cuore. Questo spiegherebbe perché ti sento, dentro, nel profondo, nelle viscere.

Magari in un’altra vita sono stata regina del tuo cuore, padrona dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri più profondi ed inconfessabili…

Ti sento mio, eppure non ti ho mai avuto.

Mi manchi, eppure non ci sei mai stato.

Non so nulla di te, eppure è come se ti conoscessi.

Non so darTi un nome, non so etichettare quello che provo, ma so che la mia anima è legata alla tua, so che quando la tua mano ha sfiorato la mia è stato come se ti avessi ritrovato…

La vita ci divide, ma io ti sento così vicino.

Non ti conosco, ma mi fido di te.

Il solo pensarti riesce ad aprire la mia mente a nuovi orizzonti, e ad emozionarmi…

Non mi ero mai aperto così tanto e così facilmente.

Mi viene spontaneo pensarti come una parte della mia vita, come un pezzetto della mia anima…

Magari in un’altra vita ti amavo.

Magari siamo destinati a ritrovare in questa vita pezzetti di cuore lasciati chissà dove chissà quando, parti delle nostra anima che una volta ci sono appartenuti e che ci hanno completato e che poi si sono dispersi  nell’infinito senza spazio e senza tempo…

Magari in questa vita -a modo nostro- ci amiamo…

Occhioniblu


Ti guardo mentre vai via…

Ho solo voglia di piangere, di sparire, di scappare da me stessa, da questa maschera di me, da questa vita che mi soffoca e mi sta stretta.

Sento un vuoto profondo e questo mi paralizza, mi impedisce di trovare la forza per reagire, per combattere e addirittura per piangere.

È veramente la fine, una dolce, profonda, ma dolorosissima fine.

Ti guardo mentre vai via.
Mentre ti allontani.
Te ne stai andando per sempre ed io sono totalmente impotente. Non posso far nulla. Mi sento bloccata, frustrata, vuota e totalmente senza speranza.

Te ne stai andando, di nuovo.
Ma questa volta è per sempre.
Lo sento.
Lo vedo.

Mi sorridi con una dolcezza infinita.
È il tuo addio.
È il tuo modo per dirmi che questa volta non tornerai.

Ti guardo. Dovrei fare qualcosa.
Ma non faccio nulla.
Accetto inerme la tua scelta, il mio sguardo è spento. Di nuovo sento il vuoto impadronirsi di me, del mio cuore, dei miei occhi.

Vorrei solo darti un bacio. Sfiorare le tue mani e le tue labbra un’ultima volta, guardando i tuoi occhi…

Invece, semplicemente, ti guardo.
Stupida.
Sola.
Vuota.

È veramente la fine di un sogno durato un soffio. Mi hai portata su altro pianeta, hai rapito la mia anima e poi mi hai abbandonata lì, triste, inerme, e ti sei portato via una parte di me.

Dolore, sofferenza, solitudine.

Ma ogni volta che il mio cuore incontrerà la tua anima, vi ritroverà quella parte che mi hai rubato e che mi manca per essere completa… e una parte di me non potrà  fare a meno di riconoscersi, e di innamorarsi, ogni volta, della tua anima, della tua intelligenza, della tua profondità…

Occhioniblu


Vuoto…

Lasciarsi andare.
Dimenticarsi di tutto, perdere il controllo e lasciarsi completamente prendere da una situazione, da due occhi incrociati per caso, da una mano sfiorata con naturalezza ed ingenuità, da una voce che  arriva direttamente al cuore, da un’immagine creata dalla propria mente, ma che si percepisce reale, viva.

Sbagliare.
Accorgersi della propria stupidità, ingenuità e di come ci si è affezionati ad un’idea, ad un’emozione che prepotente si è inserita nel proprio cuore.

Sentirsi tristi. Rendersi conto di come faccia male e rattristi profondamente lasciare andare qualcuno che inspiegabilmente si è sentito vero, vicino, seppure in realtà sia sconosciuto, lontanissimo, estraneo.

Essere impotenti.
Non voler lasciare andar via chi è stato in grado di sfiorare con una tale forza la propria anima, di scoprire una parte vera, sincera, profonda, ma nascosta. Volere egoisticamente legare a sé chi è stato capace di donare delle emozioni fortissime, concrete, primordiali, in modi totalmente inconcreti ed inaspettati.

Rassegnarsi.
Alla realtà, a ciò che è giusto,  a ciò che deve essere…

Vuoto.
Semplicemente sentire un vuoto dentro…

Occhioniblu


Che resta di un sogno erotico…

E mentre tu starai facendo chissà cosa, io ti sogno ad occhi  aperti…

Immagino di averti qui, di poter vivere questa passione, dar sfogo a questo nostro desiderio, pronti ad infrangere ogni regola, decisi a vivere in questa nuova dimensione, in cui siamo solo io e te, senza schemi, senza doveri, solo noi e il nostro sentirci incondizionato…

Ti sogno, ti bramo, di desidero…

Vorrei che mi guardassi negli occhi, che mi parlassi, tanto, di te, della tua vita, dei tuoi sogni.

Vorrei sentirmi desiderata, voluta, cercata.

Vorrei che mi stringessi a te e che mi baciassi con tutta la dolcezza del mondo.

Vorrei che iniziassi a cercare prima le mie mani, poi il mio volto, i miei piedi, il mio corpo.

Vorrei sentire il tuo desiderio crescente di fare l’amore con me, di possedere il mio corpo e la mia anima.

E poi, sì, vorrei lasciarmi andare, perdere ogni freno inibitore e vorrei che la tua lingua conoscesse il mio corpo, prima con dolcezza, e poi sempre più forte, sempre più in profondità.

Vorrei sentire il tuo corpo che si unisce al mio e poi vorrei che mi guardassi profondamente, che mi prendessi con forza, che mi bendassi e legassi e che iniziassi a possedermi con energia, con passione, con violenza. Vorrei che mi facessi di tutto, senza paure, senza trattenerti in nulla e tutto finalizzato ad un unico scopo: farmi venire una volta e poi una seconda,  di nuovo, insieme… Mentre le nostre anime si guardano e si uniscono, per sempre…

Occhioniblu


Tu…

lanostracommedia

Il tuo sguardo incrocia i miei occhi.
Le tue mani sfiorano la mia anima.

Non so chi tu sia.
Non so cosa tu faccia.
Non sai chi io sia.
Non sai cosa io faccia.

Eppure una strana serenità si impadronisce di me ogni volta che ti penso…

Semplice voglia di trasgressione.
Semplice sogno erotico.
Semplice parentesi in una vita perfetta e “infiocchettata”.

Ma nel silenzio del mio cuore penso ai tuoi occhi illuminati dalla luce del sole e inizio a tremare…

La semplicità si dilegua e rimane la voglia di te, di vederti, di scoprirti, di guardarti…

Rimane il sogno segreto di farti compagnia la sera, tra le pareti solitarie della tua casa… del tuo cuore…

E rimane la paura…

La paura, di scoprire chi sei, di scoprire che la bellezza che percepisco è reale… che la nostra intesa non è frutto del mio cuore impazzito, ma soprattutto…

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Menzogne…

Menzogne, bugie, falsità… in ogni luogo, in ogni tempo…
In tutta la mia vita…

Per essere sincera con me stessa dovrei mentire a chi ho accanto e per essere onesta con chi ho accanto dovrei limitare, nascondere e ripugnare una parte di me…

E non c’è via di fuga.

Non c’è uscita.

Non c’è scampo.

Mi guardo intorno, tutti riescono a creare la propria vita, a trovare il proprio equilibrio, la stabilità, qualcosa di cui andare fieri… ed io? Io mi guardo allo specchio e vedo solo strati di bugie uno sopra l’altro, maschere create ad hoc per non deludere, per non ferire, per non tradire una persona, una regola, un’idea…

Ma io vorrei solo poter vivere quello che sento, inseguire i miei sogni, le mie emozioni… invece di rinchiuderle in una cassaforte in fondo al mio cuore.

Sento la mancanza di qualcosa che non c’è. Sento un incolmabile vuoto dentro me che mi logora, mi consuma, mi corrode…

Dovrei solo rassegnarmi ma non ce la faccio.

E’ questa la vita, tutti si adattano… tutti ce la fanno… a parte me, anima dannata in cerca di una propria dimensione in cui emergere, vivere, in cui sentirsi giusta…

Perchè la verità è che sono semplicemente sbagliata, inadatta a questo mondo, a questa società. Troppo irrequieta, troppo sognatrice, troppo impulsiva, troppo dominatrice, troppo riflessiva… per potermi accettare, per potermi amare…

Perchè la verità è che non sempre è possibile mediare e trovare un equilibrio… perchè la verità è che se conoscessi un altro modo per vivere lo farei, la verità è che quello che ho è meraviglioso, speciale…ma nonostante tutto, non mi basta…


Addio…

Ti sto dicendo addio…

Ti sto cancellando, eliminando, rimuovendo dalla mia vita…

O, forse, semplicemente e più verosimilmente, ti sto sostituendo.

Sostituire? Che brutta parola… le persone non si possono sostituire, non si devono sostituire. Ogni persona non sarà mai uguale ad un’altra, ogni anima che incontriamo ci dà qualcosa che nessun altro potrà replicare…

Ma il vuoto che hai lasciato nel mio cuore è profondo… Lo sai? No, non credo… Non hai mai capito quanto io mi fossi presa di te, quanto avrei voluto che tu potessi far parte della mia vita.. Non hai mai capito o, banalmente, non ti interessava vedere…

Hai aperto le porte di una stanza chiusa a chiave da sempre, hai liberato la principessa rinchiusa nella torre e appena essa si è rivelata pronta per trasformarsi in una regina, nella tua regina, l’hai abbandonata… costringendola a rintanarsi, di nuovo, in quella torre cupa e triste.

Ma ormai la porta era stata aperta, ormai, per quanto quella principessa cercasse di reprimersi, aveva un enorme bisogno di colmare il vuoto che avevi lasciato nella sua vita…

Penso a te, alla tua voce, ai tuoi occhi, alle tue mani, alla tua bocca ed il cuore esplode, le lacrime affiorano e niente riesce a trattenerle… Non sei passato, non “mi passerai”, ma ho bisogno di andare oltre… ho bisogno di capire chi sono, ho necessità di conoscere quella parte di me che tu hai portato a galla, che tu mi hai fatto scoprire… ho bisogno di conoscere l'”altra parte di me” che, fino ad oggi, ho cercato di nascondere, uccidere, reprimere…


Angelo Nero…

Angelo Nero

Sorridere mentre dentro di se’ si piange, per disperazione, per mancanza di qualcuno, di qualcosa, di una sensazione…

Il tempo sotterra i dolori, scolora la memoria, allevia le ferite, ma il ricordo è sempre in agguato ed il desiderio fa capolino nella testa e nel cuore portando con se’ disperazione, ansia, paura di non capire cosa fare, come agire, dove andare.

Più le vie di uscita sembrano sparire, più ne sento la mancanza…

Ma cosa sono queste vie di uscita? Cosa manca? Cosa vorrei realmente?

La disperazione prende il sopravvento… Cosa fare? Cosa cercare? Chi essere?

Sbagliata, errata, immobile, disperata…

Vorrei spezzare le catene che imprigionano il mio essere più profondo, ma non me la sento di liberare questo Angelo Nero, incapace di essere giusto, buono, fedele. Un Angelo infedele, nascosto negli inferi del mio cuore, nella cupezza della mia anima. Un angelo che non appartiene a questo mondo, a queste regole, a questa ingiustizia.

E intanto la vita scappa via… corre… non si ferma… ed io non riesco a starle dietro, non riesco a prenderne il controllo.

La disperazione è acuita dal senso di impotenza, dalla paura di non lasciare nulla, di non fare nulla, di non essere nulla… se non un Angelo Nero destinato a nascondersi per sempre, da se stesso, dagli altri, dal mondo…


Sfuma…

Sfuma, piano piano, lentamente il ricordo si dilegua, il desiderio si attenua, fino a dissolversi, a perdersi nella fantasia.
La realtà vissuta si trasforma in un’illusione, effimera idea di un pensiero irrazionale.
Ciò che realmente è accaduto prende forme eteree, incorporee, fino a confondersi e svanire nella mente.
Rimane solo l’amarezza di un labile ed effimero “se”…


Cambiare…

Occhi negli occhi, sguardo distaccato, superiore e quella voce, tanto familiare, quanto lontana, distante e disinteressata che mi chiede: sei cambiata?

Sì, sto cambiando… Strada in salita, fatica, sudore, percorso impegnativo, gravoso, duro e pesante, ma con la speranza che sia un viaggio catartico, una  liberazione, una rigenerazione della mia anima, del mio amor proprio.

Siamo solo all’inizio del percorso, che – se proprio dobbiamo dirla tutta – non è che sia iniziato proprio con quella convinzione e quella sicurezza che dovrebbero caratterizzarlo, ma sento che qualcosina si sta modificando. Semplicemente sento la necessità, intrinseca, intima e reale di ottenere quello che desidero senza farmi mettere i piedi in testa, senza farmi avvilire, mortificare e offendere da chi mi sta intorno.

Avverto il bisogno di smettere di sentirmi inferiore e sbagliata, avverto l’urgenza di cambiare…


Una serata particolare…

Una serata particolare…estremamente banale per la maggior parte delle persone che, a trentanni hanno la fortuna di possedere un castello, un proprio regno, un nido…

Cosa ho fatto di tanto strano e inconsueto? Mi sono solo goduta me stessa, la mia vita, i miei pensieri, la mia anima. Sono tornata a casa ed ero sola, completamente, senza Lui, senza il pensiero di lui, e soprattutto senza la mia unica vera compagna di vita, colei che -da quando mi ha messo al mondo- non mi ha mai abbandonata e non ha mai smesso di amarmi, nonostante tutto il dolore che ha sofferto e che le ho provocato.

Faceva caldo, ma mi sono lo stesso barricata in casa, con le finestre chiuse e le tende tirate, il mio unico desiderio era quello di non permettere a nessuno di invadere il mio silenzio, la mia vita, il mio momento di intimità con me stessa.
Non volevo che uomini con i loro sguardi curiosi e le loro voci impiccione o animali dai versi striduli e irritanti, violassero il mio territorio e il silenzio che vi dominava.

E così i pensieri affluivano veloci, mi percorrevano le vene, mi pulsavano nelle tempie e nel cuore.

Libertà, Solitudine, la mia vita sembra realmente imprigionata in una gabbia aperta, ma da cui non ho il coraggio di uscire. Preferisco crogiolarmi nel dolore, nei forse, nei se e nei rimpianti, ma soprattutto nell’inquietudine…

Da sempre uno dei miei problemi è stato riconducibile alla paura della solitudine, del non avere nessuno accanto. Spesso sono triste perchè ho paura di rimanere sola, ma contemporaneamente non desidero altro che poter vivere da sola, senza quella pesantissima zavorra sulle spalle che altro non è che il dolore che mi provoca sapere di abbandonare e far soffrile lei, la mia stella, la mia mamma.

Ma è proprio dalla tristezza per la mancata libertà che traggo la mia forza, anche se -sempre più spesso- mi ritrovo stufa di esser coraggiosa, esasperata dal dovermi battere con il mondo…

E proprio in uno di questi momenti di fragilità il pensiero va al mio Lui, a cui chiedo solo una cosa: cerca di ascoltarmi… Ti prego prova a capirmi, promettimi che ti batterai con me, che non mi farai volare via, ma mi terrai imprigionata a te, tra le tue braccia, in quel luogo del tuo corpo tra le braccia ed il collo che è la mia vera casa, la mia salvezza, giura che mi capirai, mi amerai e che troverai e scoprirai con me la passione vera, pura, profonda, prometti che lascerai che l’amore prenda il sopravvento sul cervello, sugli obblighi, sulle cose da fare, su quello che non ti piace, che è da sistemare…

Ti prego, convincimi ogni giorno che valga la pena vivere con te, solo con te… io sono forte, ma sono stanca, perchè mi ritrovo ogni giorno a combattere con la mia natura pessimistica, triste… Ti prego, cerca di ritrovare la voglia di capire, di essere complici, essenze che si guardano dritte negli occhi, si toccano, si baciano e diventano gli amanti perfetti, l’unione di due corpi, l’intersecazione di due vite, di due cuori, di due anime eterne.

Dimmi che ci sarai, sempre e che non mi permetterai di allontanarmi, di nascondermi, di mentirti e di farci male…

Dimmi che mi ami, dimostramelo, lasciati andare, sul serio, abbandona i problemi, la stanchezza e pensa a me, a noi, a cosa potremmo fare ed essere insieme ed io ti ascolterò e non tradirà la tua fiducia…

Ti prego…


Cala il sipario…

Oggi è calato il sipario sulla sede di lavoro che mi ha tenuto compagnia per parecchio tempo.. Lì ho trovato persone preziose, tante risate, comprensione, amicizia, ma anche difficoltà, paure, lacrime amare e ho accumulato tanta rabbia…

Io il mio sipario personale lo ho calato circa un anno fa… Ora sento di aver trovato un posto dove essere considerata una persona, una risorsa da “coltivare”, ma certe persone che ti entrano nel cuore e non se ne andranno mai… Ti possono far ridere, far piangere, deludere, rendere felice, triste, qualsiasi cosa, ma staranno sempre con te, avranno sempre un posto nella tua vita, perchè se lo sono guadagnato sopportandoti, volendoti bene, cercando di farti ragionare, ogni ora, ogni giorno, per mesi, anni… E i posti, i luoghi, anche loro rimangono nel cuore, con i documenti sparsi qua e là, quaderni, penne, fotografie e tanti tanti post-it che anche se non sono più appesi su quel muro sono ancora nel cuore… 🙂


Bilancia e Bilanci…

Ecco, è finito un altro anno e… è già iniziato il successivo…

Ho sempre detestato il Capodanno, perché è come se portasse con sé l’obbligo di divertirsi, di esagerare, di trovare qualcosa di speciale da fare e da raccontare.

Ma di solito non ho mai nulla di strepitoso da narrare. Non mi piace festeggiare il passato che se ne va e non mi esalta inneggiare al nuovo anno come se lo scoccare della mezzanotte potesse realmente scandire una nuova era, un nuovo modo di vivere, pensare ed agire.

Ma nonostante la repulsione per i botti, i brindisi e i festeggiamenti obbligatori mi ritrovo, ogni 364 o 365 giorni a fare i conti con il tempo che passa, con i bilanci di una vita che si arricchisce sempre più di momenti belli da ricordare e situazioni spiacevoli da accantonare nel cassettino più remoto della memoria.

E quest’anno non è stato da meno. Per la ventinovesima volta nella mia esistenza, il calendario è stato buttato e sostituito da uno nuovo, gli esulti delle persone si sono unite in coro e le loro preghiere per un anno, una vita ed un mondo migliore, si sono disperse nella notte illuminata dai fuochi da artificio e dalle risate comuni.

Molte lacrime sono state versate perché, si sa, proprio nei giorni di festa diventa totalmente impossibile non pensare a chi non c’è più, a quello che ci piacerebbe avere e alle persone con cui vorremmo condividere tutto. E’ nella gioia comunitaria che si riscopre il proprio dolore più profondo, che ci si sente più vulnerabili, soli e fragili che mai… Ma è anche in questo clima di fittizia ilarità che ci si scopre più forti, ci si guarda intorno e si capisce che non è giusto star male, che la sofferenza non è un obbligo, che la si può sconfiggere… Ed ecco allora che scattano veloci e rapidi i buoni propositi per l’anno nuovo, ecco allora che si decide magicamente che da “quest’anno” tutto cambierà, che non ci lasceremo più sopraffare dalla rabbia, dal dolore, dai rimpianti…

Tutto sarà diverso… ma “tutto cosa?” La composizione di questa immensità che è la nostra vita occupa gran parte dei miei pensieri. Ogni giorno mi ritrovo a fare un piccolo bilancio della mia esistenza, ma il ventaglio di eventi preso in considerazione si amplia notevolmente in questo periodo dell’anno… Dodici mesi, altri dodici mesi di vita passata e cosa mi hanno portato?

Devo essere onesta con me stessa. Questo 2012 mi ha portato tantissime sofferenze, mi ha condotta a dover iniziare a fare i conti realmente con me stessa, a prendere in considerazione il fatto di non potercela fare da sola, dover ammettere ed iniziare ad accettare di avere qualche problema e un po’ di rabbia e tristezza di troppo.

Ma l’anno 2012 mi ha donato anche delle sorprese totalmente inaspettate e stupefacenti.

Nel corso di questi ultimi dodici mesi non sono riuscita a dar loro il giusto peso, mi sono lasciata trasportare dalle ansie, dai rancori, dal dolore e dalla paura, ho lasciato che in me prevalesse l’insicurezza, il terrore dell’errore, la voglia di evasione e cambiamento… Ma c’è stato anche dell’altro… Ci sono stati grandi cambiamenti, novità e conferme.

La mia vita privata è cambiata, il mio lavoro, le persone che mi circondano, il mio piccolo mondo si è confermato, ma per farlo ha dovuto mutare. In modo molto gattopardesco tutto è cambiato per poter rimanere come era… Nel corso degli ultimi anni ho cambiato stile di vita, amore, amici, lavoro e casa semplicemente per permettere al mio mondo di stabilizzarsi. Ho rinunciato ad una parte fortissima e a tratti prevalente della mia personalità per poter raggiungere un equilibrio. Ho accantonato ambizioni e sogni per potermi guardare allo specchio senza aver ripugno dell’immagine interiore di me. Ho nascosto le lacrime nel cuscino, ho toccato il fondo della mia tristezza da sola, nel buio della mia personalità e della mia camera. Ho trattato male chi amo con tutta l’anima, gettato tenebre sulla luce. Mi sono fatta del male psicologicamente e ne ho fatto a chi mi ama…

Ma sto acquisendo la consapevolezza di chi sono e di come posso essere senza andarmene, senza prendere il volo da quella che sono stata fino ad ora, da quello che il corso degli eventi mi hanno portato ad essere.

Certo, non è facile, anzi… Sono solo all’inizio, non posso sapere se ce la farò o meno, ma so che ad oggi la mia decisione è quella di cambiare me e cambiare ciò che mi circonda per provare a lasciare che il mondo altrui collegato al mio rimanga intatto. Ho già fatto soffrire troppo chi ho accanto, non voglio continuare a farlo. Sembrerebbe un atto di generosità, invece è puro egoismo. Mi conosco e so che non sopporterei di portarmi sulla coscienza un nuovo peso. Voglio essere libera di tornare a guardare chi mi ama dritto negli occhi, senza sentirmi in colpa e senza buttare addosso a chi mi circonda tutti i  miei mali e le mie insoddisfazioni.

Devo riuscire a guardare la realtà con occhi diversi. Devo convincermi che ce la posso fare, tutto questo rumore assordante, tutte queste presenze ostili, se ne andranno prima o poi… devo solo imparare a scrollarmele di dosso, devo capire che non sono veramente parte di me, ma solo intorno a me. Io sono altro.

Io sono Io e gli Altri possono completarmi ma non saranno mai la vera sostanza del mio Essere.

Ho ricevuto amore incondizionato senza chiederlo. La mia Stella ha deciso di assecondare le mie scelte e sta cercando di capire e comprendere il mio dolore. Il mio Lui ha consapevolmente deciso di sacrificare parte dei suoi sogni per noi, per me e la nostra felicità. La mia Lei mi ha scelto come figura importante nella vita della sua piccola creatura e mi ha permesso di trovare un posto di lavoro in cui essere considerata una vera persona. I mie pochi carissimi e preziosi Lei/Lui non mi hanno abbandonata. I miei Loro mi hanno confessato paure, segreti e desideri. La mia bilancia ha puntato più in basso la sua lancetta. La mia casa ha iniziato a diventare un piccolo dolce nido d’amore.

La mia esistenza ha manifestato la voglia incontrastata di prendere forma. La mia vita è mia e sono io che devo renderla degna di essere vissuta, giorno per giorno… anno per anno…


Change…

Che dire… è giunto il momento. Accettare che sono cresciuta, prendermi le mie responsabilità, imparare a gestire i miei (pochi) soldi e le mie (tante) paturnie…

Da domani si cambia, e questa volta sul serio…

Cambio casa, cambio piano, cambio -spero- vita…

I mobili sono arrivati e la casa ora è pronta, anche se ancora tutta da pulire e riempire nuovamente con le cose che ho tolto quando abbiamo imbiancato. “Lui” non lo sa ancora, da un lato vorrei fargli una sorpresa, mentre dall’altro vorrei rimandare ancora un pochino…

Non so se sono pronta, anzi sì che lo so: non sono pronta! Ho una paura folle, viscerale, di non farcela, di tornare a sentirmi soffocare ancor più di quanto già non provi, temo di vedermi il tempo scorrere davanti ancor più velocemente di quanto non faccia ora, senza nessuna possibilità di afferrarlo, di arrestarne la corsa…

Due cuori e una fattoria non nostra che ci imprigiona, due cuori e mille cose da sistemare, pulire, eliminare, cambiare, due cuori e… e cosa? E un futuro dubbioso, nebuloso, fatto di quasi nessuna certezza, di poco denaro e di una coltre di indecisioni, insicurezze, indeterminatezze e ansie…

Due cuori che quasi per caso si sono ritrovati insieme a cercare di migliorare l’uno la vita dell’altro… e che sempre per caso stanno per condividere la loro intimità, le loro abitudini, i loro sogni, le paure e le ambizioni…
Due cuori e un sogno: quella felicità tanto sperata, sognata, aspettata, data dalla serenità, dalla voglia di sentire che “tutto andrà bene”, di sapere che “insieme possono farcela”…

 


Tacco dodici… in campagna…

Lo so che è giusto ed auspicabile il ritorno alla campagna, alla vita bucolica dei campi, l’amore per il verde, per le piante, i frutti, gli animali e la vita rupestre.

E’ giusto e va tanto di moda perché, oggi, la maggior parte delle persone vive in città , in mezzo all’asfalto, senza un filo di verde, o al massimo una parete verticale di cespuglietti mezzi morti… Colore dominante degli spazi urbani dedicati alla ruralità? “Verde – smog”. Cosa che quando un “cittadino doc” vede i colori della campagna, crede che essi siano geneticamente modificati e non riesce a capacitarsi di come, a pochi chilometri di distanza dal grattacielo in cui è ubicato il suo mini, super mini appartamentino tutto bianco, di vetro e senza fronzoli, possano esistere i paesaggi che, fino a poco tempo prima, pensava semplice frutto della mente suprema del signor Ravensburger o di qualche pittore famoso vissuto millenni prima…

Sto esagerando il tutto, ma il senso mi sembra chiaro: in questo periodo dominato dallo sfruttamento incondizionato delle risorse naturali, del sottosuolo, dell’ambiente, con la conseguente crescita vertiginosa dell’inquinamento e le ripercussioni sul clima, il pensiero dominante è giustamente quello di tornare alla genuinità della terra, del contatto puro con il mondo, con l’ambiente…

Tornare! Ecco la chiave di volta, non “restare”, ma “tornare”… Invece nel mio caso è un rimanere, immobile, ancorata, non ho la possibilità di tornare, perché non me ne sono mai andata. Non posso permettermi il cambio generazionale, perché la generazione precedente, nel mio caso, non era costituita da cittadini con la puzza sotto il naso, ma da gente semplice, di paese, che si è circondata sempre di tanti amici, animali e valori “genuini”…

E non è una cosa negativa in se’, anzi… ma lo diventa quando -per mille motivi- la mia voglia di cambiamento, di libertà, di rottura con il passato, viene interdetta. Perché così la vita bucolica non è una conquista, ma un’imposizione, non è una scelta, ma un obbligo morale ed economico, non è voglia di riscoprire la tradizione, ma un non riuscire a staccarsi dalla vecchiezza del passato…
E allora i galli che con il loro canto comunicano il giungere del mattino, da annunciatori del divino sole, simboli di rinascita e  risveglio, diventano simboli di morte, di annientamento, elementi negativi che imprigionano e annichiliscono la mia voglia di evadere e di -appunto- risorgere.
E tutti gli animali da cortile, tanto amati dalle persone per la loro capacità di incutere tenerezza e simboleggiare la purezza, le origini, diventano per emblema di rumore, fastidio, sporcizia, immutabilità…

Non sono una persona arida, incapace di amare gli animali e la natura, sono solo una persona che, a quasi trent’anni, vorrebbe poter scegliere di vivere la propria vita su un tacco dodici, senza avere mal di piedi, e soprattutto senza sprofondare, come se camminasse nelle sabbie mobili, nella terra della campagna, patria di tanti ricordi positivi, ma anche di tanto tanto rancore accumulato e di una sterminata voglia di evasione e cambiamento…


Ho sognato…

Apro gli occhi, raccolgo in un secondo le idee e cerco di capire chi sono, dove e perchè avverto nel cuore questa strana sensazione…

Ah ecco, ora è tutto più chiaro, anche se sono nel cuore tetro e buio della notte.

Ti ho sognato, ho immaginato di toccarti, abbracciarti, baciarti la nuca, la testa e tenerti stretto – di nuovo- a me, teneramente, morbidamente. Le emozioni ora riaffiorano nitide e mi sento profondamente persa nei pensieri e contemporaneamente quasi commossa.

Non si tratta di un sogno come gli altri, è molto più etereo, impalpabile, puro. Riaffiorano i sentimenti appena provati: una sorta di dolore celato, più che sofferenza si trattata di rammarico, forse, o di nostalgia. Avverto la voglia inarrestabile di sapere come stai, dove sei, cosa fai, perchè quel sogno, così irreale, frutto della mia mente, ha lasciato invece un segno reale, la sensazione di doverti proteggere ancora, di dover “coccolare” il tuo cuore, entrare nei tuoi pensieri e, come una madre amorevole, volerti bene e proteggere, senza chiedere nulla in cambio, senza voler nulla da te, amarti così come sei, senza criticare le tue scelte o senza avere la pretesa di essere io al primo posto su tutto. Provo una stranissima sensazione, è come se mi sentissi in dovere di proteggere la tua personalità, il tuo cuore che inizialmente potrebbe sembrare così arido, duro, ma che in realtà è pieno di tenerezza, di paure e di incertezze… o per lo meno, questo è il ricordo che ho io di te in questo momento, quello che ora mi manca di te.

E’ strano perchè l’occasione di amarti incondizionatamente la ho avuta, ma in quel momento non avvertivo la necessità di starti accanto “nonostante tutto”, nonostante le difficoltà della vita, nonostante le scelte che ci stavano separando… in quel momento i ruoli che abbiamo assunto in sogno questa notte erano invertiti, ero io la piccola creatura inerme che voleva essere curata e protetta. Ero io quella che non cercava altro che un riparo tra le tue braccia forti, sotto quel caldo cappotto dove mi rifugiavo appena ti vedevo, perchè volevo sentire il tuo odore, ascoltare il tuo cuore…

Ora, in questa notte ancora lunga e profonda, sento di doverti qualcosa, o meglio, sento di dovere qualcosa a me stessa, sento la necessità di dimostrarMi di saper amare incondizionatamente, amorevolmente, nella buona e nella cattiva sorte, per il resto della vita….

E’ un momento cruciale di cambiamento, la mia vita sta prendendo una rotta nuova, la mia casa sta cambiando aspetto, abitanti, il mio cuore sta diventando la casa, il rifugio del tuo cuore e io fino ad ora mi sono fatta sopraffare dai rumori esterni, dai disturbi che vengono dalle brutture del mondo, senza riuscire a concentrarmi sull’essenziale, su ciò che può rendere la mia vita degna di essere vissuta, su quello che può, finalmente, riabilitarmi ai miei stessi occhi… senza concentrami su ciò che sono in grado di dare a Te, a Lui, alla mia Stella e soprattutto a Me stessa, perchè è banale, ma così reale, solo la Felicità sa generare Felicità e solo l’Amor sa “move il Sole e l’altre Stelle”…


Un aiuto da trovare…

Sto seriamente pensando di trovare qualcuno che mi possa aiutare, sto decidendo di cercare una valvola di sfogo, una persona capace di ascoltare, senza giudicarmi a priori, qualcuno di competente ed in grado di appoggiarmi e accompagnarmi in une percorso che abbiamo come scopo quello di farmi capire come mai io sia diventata così aggressiva, sempre nervosa e totalmente intollerante. Sfioro l’esaurimento nervoso e ho serie crisi di nervi che fanno paura alle persone che ho accanto…

Non riesco ad essere serena e a rassegnarmi al dover vivere in questa fattoria “uscita male”, dove i minuti sono sanciti dall’estenuante canto dei galli dei vicini, dal brontolare delle papere, dalle oche che ti salutano con i loro ricordini quando entri in casa e il vicino con il suo trattore anni ’20 e la mentalità anni ’10 che il sabato e la domenica mattina deve salvare il mondo dall’inerzia ed iniziare a lavorare, trapanare, cantare e tagliare legna dalle sette del mattino. So che dovrei ringraziare il cielo per avere un tetto -e anche ampio- sulla testa che mi permette di vivere -e tra poco convivere- anche con il misero stipendio da laureata nel “periodo di crisi” in una disciplina -la comunicazione- che rientra tra i primi tagli che vengono fatti dalle aziende, ma non riesco più a vivere così.

Desidererei tantissimo andar via, andare a vivere da un’ altra parte, lontano da tutto quello che mi ha accompagnato negli ultimi 30 anni.

Continuo a litigare pesantemente con mia madre su questo argomento, ma contemporaneamente sono certa del fatto che non riuscirei mai ad andar via lasciandola sola. Ha già sofferto abbastanza…

E così lacrima dopo lacrima ho deciso che devo rassegnarmi anche se temo sarà difficile se non impossibile trovare serenità in quella casa, nonostante “Lui” e la pseudo convivenza che, partita un po’ per gioco, si sta concretizzando giorno dopo giorno.

Sono curiosa, ma veramente preoccupata, per me stessa, per il mio equilibrio già troppo instabile e per la mia saluti.

Come fa una persona ad avere così tante lacrime? Ho sbraitato più e più volte dietro mia madre, urlato al mondo il mio disagio, il mio rancore nei confronti della mia famiglia, perchè da piccola è vero che ho ricevuto tanto amore dai miei genitori, ma è anche vero che mi sono dovuta conquistare tutte quelle cose -anche banalmente dormire la domenica mattina- che per altre mie coetanee erano scontate,  non potevo mai uscire e fare tardi e tutti i weekend era una lotta continua.

Mi sento uno schifo, soprattutto nei confronti della mia mamma, lei povera piange e dice che non è stata colpa sua in primis, ed è vero, lo so, ma non riesco comunque ad accettare e dimenticare.

Casa mia, il cortile in cui vivo è sempre stato, e ahimè è tutt’ora, un posto dominato da una mentalità vecchia e arcaica, e questo ha sempre influenzato negativamente l’aria che respiro. Per anni questa stupida, primitiva e sorpassata mentalità mi ha fatto vivere male, in perenne conflitto con i mio padre che, a peggiorare il tutto, era convinto che con due sberle si risolve tutto e ci si fa rispettare… E nell’antichità magari avrà anche funzionato, ma non con me, non ora, non negli anni della mia infanzia e adolescenza…e non lamentiamoci se oggi sono una persona super aggressiva, che attacca tutto e tutti appena si sente anche lontanamente accusata… Siamo quello che siamo, ma siamo anche il frutto di ciò che proviamo, riceviamo e viviamo…

E povera dolce stella la mia mamma, lo so che lei è diversa, è a modo suo una vittima di quel cortile e delle persone che vi abitano intorno, lei è buona, dolce, tenera, non saprei come altro definirla se non “mamma”, quella delle favole, quella che fa di tutto per te, quella che soffre per te… per me che, invece, non la rispetto, la tratto male, e le urlo dietro sempre e comunque…

Io lo so che mi hanno amata, so che dovrei essere felice di quello che mi hanno dato, di quello che mia mamma continua a darmi ora, del suo volermi bene incondizionatamente, della mia casa, delle persone che mi circondano, ma ma non ce la faccio… e non so più che fare…


Ed ora… cerchiamo di amare ciò che abbiamo… almeno in parte, almeno per una volta…

Non si tratta di rassegnazione, o per lo meno, probabilmente sì, ma la decisione che ho preso è quella di cambiare prospettiva, almeno per questa volta… O meglio, la decisione è quella di provarci.

Credo profondamente che la mia vita sia guidata e dominata da una buona dose di casualità, ma ritengo anche che sia compito di ogni singolo individuo cercare di dare un senso a questa casualità e impegnarsi per cercare di tracciare la propria strada.

Continuo a sentirmi in balia del caso e soprattutto condizionata quasi totalmente dalle scelte altrui, dagli stili di vita di chi mi sopravvive intorno e dalle scelte di chi condivide con me questa terra, ma sto arrivando anche al punto di non ritorno: o cado nel baratro o cerco di reagire.

Ho sempre cercato di combattere per me, per difendere le mie scelte, la mia dignità e ce la ho sempre più o meno fatta, con i miei tempi, con i miei errori, con le mie mille lacrime versate, ma il risultato è sempre stato almeno un parziale raggiungimento dei miei obiettivi.

Ora sento che è diverso.

Quello che mi manca non è raggiungere quello che mi sono premessa, ma decidere cosa voglio, come e quando.

E’ terribilmente difficile mettere ordine e soprattutto dare una priorità ai propri pensieri: sono mesi che cerco di analizzare il mio profondo essere per cercare di mettervi un pochino di ordine, ma fino ad ora tutto quello che ho ottenuto è il poter stilare una lunghissima e aggrovigliata lista di cose che non voglio, di atteggiamenti che mi innervosiscono, di rumori che mi portano all’esasperazione, di sensazioni negative che vorrei cancellare, ma che, invece, sempre più spesso pervadono la mia anima.

Ma è giunto l’attimo di virare, di uscire da questo torpore negativo… Non dico che sia corretto raggiungere l’estremo opposto e smettere di sognare per provare solo a dimenticare ciò che è stato, ma è il momento di tornare a camminare a testa alta, senza vergogna di me stessa, iniziare -non è mai troppo tardi- ad amare me stessa e soprattutto quello che mi circonda.

Ridare dignità psicologica alla mia casa, al mio corpo, alla mia vita. Far sì che questi inizino a piacermi, a rappresentare il mio modo di essere, pensare e di esistere.

Non è facile, ma spero di avere tempo a sufficienza davanti a me per poter crescere, imparare, amare…

Non so se ci riuscirò. Certamente nel breve termine sarà impossibile smettere di provare fastidio e rabbia per quelle cose della mia vita che non mi piacciono, per i comportamenti e le scelte altrui che poi ricadono come una cascata di ghiaccio, su di me e la mia esistenza condizionandola irreparabilmente, ma, forse, nel lungo periodo, potrei riuscirci.

Imparare ad essere tollerante, o per lo meno, tornare ad esserlo, deve essere il primo obiettivo. E’ l’unico modo per uscire da questo velato stato di fastidio, di irritazione perenne e di dolore…


Due cuori e una fattoria

Stavo fantasticando su un mondo senza galli che mi svegliano all’alba, senza rumori e totalmente privo di crisi di nervi, quando pensando al mio “Lui” che in questo momento rappresenta l’unica mia arma contro l’isterismo, mi è salito un momento di sconforto…

“Lui” è la persona che ora e per il prossimo infinito tempo, occupa e occuperà ogni spazio libero del mio cuore con il suo sorriso, con il suo modo così speciale di volermi bene, con il suo amore e la sua voglia di vivere con me per sempre…

“La sua voglia di vivere con me per sempre”… Non mi sembra vero.

Il mio misero cervello e il mio povero cuore non sono ancora riusciti a pensarci veramente, non ho avuto il modo di razionalizzare, mi sono lasciata trasportare dalla fantasia, dagli accadimenti, ma non mi sono presa il tempo di pensarci sopra e di ascoltare i miei sentimenti a riguardo…

Mi preoccupa però il fatto che Lui abbia cambiato modo di affrontare l’argomento.

All’inizio sembrava esaltato, in preda all’euforia, in totale balia dei sentimenti… Ora è un pochino cambiato. Speravo tanto che il fatto che io gli dicessi di sì lo avrebbe portato ad aprirsi di più con me, a non aver timore di parlare dei suoi sentimenti, di dirmi quello che prova ed invece ci sono momenti in cui va completamente in tilt, attimi in cui sembra la connessione tra cuore e cervello si assente, attimi in cui non riesce a parlare, ad esprimersi…

Ho paura che questo sia dovuto al fatto che i “due cuori e una capanna” si siano trasformati nei “due cuori e una fattoria”… sì, la fattoria, quella dei vicini di mia madre e cioè quella dei vicini dell’appartamento vuoto di mia madre, limitrofo al suo, che dovrà diventare – non so ancora come e quando – la capanna dei nostri cuori, il nostro nido d’amore, semplicemente la nostra casa.

E se davvero le loro bizzarre e vecchie abitudini, il loro modo retrogrado di vivere e i loro animali ci impedissero di vivere sereni, o meglio impedissero a me di staccare, di iniziare una nuova vita lontano da tutti e tutto?

Non so cosa succederebbe, probabilmente non cambierebbe nulla da ora, io continuerei a soffrire ed avere le mie crisi sempre più ricorrenti di nervi e pianto e loro continuerebbero a vivere serenamente e in modo retrivo ed antiquato la loro esistenza.

Contemporaneamente, però, riuscire ad accettare e trovare una soluzione a queste mie crisi da adolescente progressista e rivoluzionaria, ci permetteranno di non avere per ora un mutuo sulle spalle, di non abbandonare mia madre e di poter scegliere, tra qualche tempo se e che tipo di ristrutturazioni fare.

E’ difficile però abbandonare i propri sogni e le proprie idee innovative e di rottura con il passato e rendersi conto che sono irrealizzabili, ma, in un momento socialmente ed economicamente negativo come questo, è un bene riuscire a farlo e sono convinta di dover imparare a considerare in modo ancor più profondo del passato le mie fortune.

Dovrei essere grata a Dio, al cielo, alla buona sorte, o a chi per essi, per avere un lavoro, una casa, una madre premurosa che nonostante il mio trattarla sempre con risolutezza ed ostilità sia ancora accanto a me e una persona da amare che a sua volta mi vuole Bene…

Lo so, dovrei… ma spesso non ci riesco. Spessissimo il senso di tristezza per la necessità assoluta di “abbandonare il mio sogno di rivoluzionare e migliorare la mia vita” prende il sopravvento.

E temo che sia così anche per “Lui”. Questo dovrebbe essere uno dei momenti più importanti della nostra vita di coppia, periodo in cui nessuno dei due riesce a contenere l’amore per l’altro, la felicità per il poter iniziare, anche se a piccole dosi, a vivere qualche giorno della settimana insieme. Sono romantica, lo so, forse addirittura eccessivamente romantica, ma ho sempre immaginato che sarebbe stato così: tutti cuoricini e fiocchetti.

Io ho capito che “Lui” certe cose le fa per paura, vergogna, agitazione e non ho la necessità che me lo ripeta, ho ben presente le sue motivazioni, ma… io non voglio iniziare a vivere qualche giorno, qualche weekend con lui, se tu non ha il coraggio di parlare apertamente dei suoi sentimenti e non trova la forza di affrontare seriamente il discorso con i suoi genitori.

Mi sembra una cosa così infantile.

Continuiamo a criticare i nostri amici che a trent’anni nascondono ancora le cose ai genitori e poi vedo lui che si sente quasi obbligato a dover minimizzare la nostra scelta, intento a banalizzare la nostra decisione di iniziare a convivere nei weekend, solo per non dover affrontare il mondo esterno e non intraprendere seriamente il discorso con i genitori.

Non può essere così ancora prima di iniziare a stare insieme.

Io non voglio un bambino impaurito. Certamente la sua tenerezza, la sua innocenza bambinesca e il modo in cui cerca di proteggere i sentimenti altrui è stupefacente e disarmante, degna solo di una persona con un cuore veramente profondo.

Ma anche sintomo di immaturità, non puoi con me sembrare deciso e felice e poi comportarti così… Ripeto, capisco le motivazioni e non sono arrabbiata, offesa o in preda alla collera. Sono solo preoccupata e un po’ incupita.

Siamo entrambi molto immaturi (io per prima, lo ammetto senza troppi inutili giri di parole) e legati alle nostre abitudini, alla nostra casa, ai nostri affetti, ma dobbiamo capire se siamo disposti a lasciare gli altri alle spalle non farci influenzare continuamente, perché se non siamo pronti o se sappiamo già che non ci riusciremo perché non ci vogliamo neppure provare, io per sopravvivere devo almeno tenermi stretta stretta i sogni evanescenti, irreali e totalmente irrealizzabili che, però, mi hanno accompagnata fino ad ora…


La domanda è semplice: posso continuare così?

La domanda è semplice: posso continuare così?

E la risposta è addirittura più facile: No!

No, non posso continuare ad avere crisi di nervi, isteriche e di pianto.

No, non posso continuare a sentirmi annientata dagli altri, alla vita, dagli avvenimenti.

No, non posso continuare ad essere negativa, pessimista e distruttiva.

No, non posso continuare a sentirmi esaurita, esausta, esasperata.

No, non posso continuare a rimanerci male e arrabbiarmi tutte le volte che le cose non vanno come vorrei.

No, non posso continuare a non far nulla per cambiare.

Cambiare? Sì, si può fare.

Ma come?

Questo non lo ho ancora capito.

Non ne ho la più pallida idea.

Credo che in questo periodo di turbamenti psichici e paure quello che influisca maggiormente sulla mia negatività sia proprio il non sapere dove dirigermi e come provare a trovare la giusta strada. Non ho idee. Ovunque io mi giri, vedo sempre la stessa strada piena di nebbia, lo stesso bosco folto di vegetazioni sconosciute che di primo acchito mi sembrano velenose ma che, chissà, magari potrebbero salvarmi la vita…o distruggerla…

Ma come scoprire se si tratta di qualcosa di buono per me o meno? Questo non lo so.

Sono annientata dalla mia vita attuale, schiacciata dal peso di sentirmi intrappolata, immobile, incapace di reagire agli avvenimenti che scelgono per me e mi impongono il loro volere. Non so come riuscire a dare una nuova luce alle strade intorno a me per poter capire, finalmente, quale è quella giusta.

Anche il fatto di non riuscire a focalizzare le mie energie, il mio tempo libero e i miei pensieri su una cosa sola, un hobby, una passione, credo che dipenda da questo: dalla mia totale incapacità di riuscire a valutare cosa vada realmente bene per me. O meglio, sento che quello che vorrei fare, provare, è totalmente incompatibile con la mia famiglia e i miei obblighi morali e allora tutto diventa esasperato e straziante.

Sono convinta che sia troppo facile dire “sei giovane e non hai figli, puoi fare quello che vuoi”, perché credo che non sia esattamente così, anzi…

Il fatto che non debba rendere conto di quello che faccio ad una nanetto/a succhia-latte, non significa assolutamente che non abbia doveri morali nei confronti di altre persone, vive o morte che esse siano.

Ed è proprio questo il punto tragico della mia esistenza: sentire di non voler deludere e abbandonare una persona cara è un gesto di amore, di riconoscenza, di gratitudine, è un sentimento positivo… Ma nel mio caso questo sentimento così puro si trasforma in odio profondo.

Odio, rancore e rabbia, nei confronti della vita, delle persone, del destino e concretamente si manifesta con crisi di rabbia e crisi isteriche contro mia madre, contro la mia casa, contro ogni minimo rumore che mi circonda e che mi infastidisce. Tutto diventa fastidioso, insormontabile, negativo, pesante da vivere e gestire, ogni minimo rumore o verso di animale diventa la riprova continua di quanto quello che vivo, dove vivo e con chi vivo, non siano quello che io voglio realmente, non rappresentino il coronamento dei miei sogni e dei miei desideri. O per lo meno questo è quello che penso le mie crisi rappresentino, senza però avere nessuna certezza che questa teoria sia corretta, perchè potrebbe sicuramente essere plausibile anche l’ipotesi secondo cui catalizzo il mio odio e il mio rancore verso l’esterno per trovare dei degni capri espiatori che mi permettano, nel bilancio provvisorio della mia esistenza, di incolpare qualcuno o qualcosa per la non riuscita e realizzazione dei sogni e delle aspettative che mi hanno accompagnato in questi 29 anni.

Ma perchè? Perché non riesco a vivere serenamente? Perché questi risentimenti?

Continuo a desiderare solo e solamente l’impossibile, o comunque focalizzo tutte le mie speranze su cose che mi renderebbero felice e realizzata da un lato, ma che mi farebbero sentire cattiva e irriconoscente verso chi mi ama, ancor più di quanto non mi senta crudele e menefreghista ora… Il che la dice lunga…

Canalizzare le energie, cambiare, calmarmi, rassegnarmi alla vita, è tutto ciò che dovrei fare. Razionalmente so che basterebbe un po’ di serio lavoro su me stessa, basterebbe mettere da parte la pigrizia e soprattutto capire che non tutto può essere come voglio io, si è quello che si è, è inevitabile che qualcosa di noi stessi e degli altri non ci piaccia, non è pensabile che tutto vada secondo i nostri piani, i nostri sogni e speranze… eppure… Eppure il mio cuore continua a sperare che le cose possano cambiare da se’, che la rabbia che manifesto esternamente possa servire per far capire agli altri che così non è possibile continuare a vivere. Il mio cuore e il mio corpo sono sull’allerta ed in attesa di un cambiamento, vigili osservatori delle dinamiche circostanti, si inerpicano con fatica in lunghi e tortuosi percorsi mentali che mi porteranno quasi totalmente alla pazzia…

Ma la vita è così, non è domabile, non si può avere coscienza di tutto e soprattutto non si riesce ad avere il controllo degli accadimenti e delle azioni altrui, anche se queste si ripercuotono negativamente su di noi. La cosa assurda, però, è che io non riesco, ad oggi, ad avere neppure il controllo su me stessa.

Ma… No, non posso continuare così…

La soluzione c’è, da qualche parte, per forza, perchè è essenziale che esista, per poter continuare il cammino,  per imparare a riconoscere i percorsi sani da quelli dannosi, per tornare – o cominciare- a vivere umanamente e serenamente.


“Lei”

Ci sono persone che ti entrano nell’anima e sai che, qualsiasi cosa possa accadere, non se ne andranno mai, potranno cambiare tante cose, potranno cambiare i vostri rapporti, le vostre vite e i sentimenti che provare nei reciproci confronti, ma niente e nessuno riuscirà ad eliminare queste persone dai tuoi ricordi, dal tuo cuore.

E “Lei” è una di queste poche, rare e preziose prescelte. “Lei” che da quel primo giorno di scuola delle scuole superiori per un motivo o un altro c’è sempre stata e non ha mai preteso nulla in cambio, se non un pochino di semplice e puro affetto.

E’ stata in grado fin sa subito di colpirmi, mi ricordo ancora come era vestita la prima volta che la ho vista. Ne ero quasi terrorizzata… Io una completa “babbazza” con la paura del mondo e delle novità e lei così spavalda, nei suoi pantaloni a zampa di elefante, di velluto blu-viola, i suoi capelli lunghi rossi e le unghie lunghe e nere.

Io ero così bambina, racchiusa sotto il mio strato di ciccia e goffaggine e lei così grande e sicura di se’.

Eppure quella strana ragazza, di un anno più grande, quella che fumava e aveva delle zeppe altissime, quella che conosceva tutti e tutte ha scelto me.

Mi commuovo quasi a pensarci. Tornando con la mente indietro nel tempo mi chiedo ancora oggi come abbia fatto a scorgere in me qualcosa che avrebbe potuto accomunarci per tutto questo tempo, per questi anni.

Nel profondo, però, lo so. So cosa la ha spinta a scegliermi, perchè è lo stesso sentimento che provo io nei suoi confronti. Le persone profonde sono in grado di andare oltre l’apparenza, sono capaci di guardarti negli occhi e farti sentire totalmente scoperta e vulnerabile. All’inizio è una sensazione brutta, di disagio, ma poi capisci che in realtà è una delle cose più belle che possano capitarti nella vita, perchè è veramente raro trovare qualcuno che abbia la voglia, la capacità, la pazienza e la costanza di guardarti dentro, di starti dietro, di non mollare la presa quando non hai voglia di parlare, di raccontare…

Ma “Lei” lo fa…

Credo che sia normale, allora, avere una paura folle di perdere una persona così speciale. Avere paura che il suo mondo e le cose e persone che ne fanno parte possano allontanarla da te. Avere paura che il suo essere sempre stata più sveglia e un passo avanti a te su tutto la portino a stancarsi di te. Avere paura che la sua bambina, a cui hai involontariamente voluto bene fin da subito, possa portarla lontana da te, per sempre.

Avere paura di sbagliare e perderla.

Vorrei avere il potere di non deluderla mai, di esserci sempre e di poterla aiutare in qualsiasi occasione. Ma so anche che questo potere non esiste. Siamo persone e le persone possono sbagliare, anche involontariamente.

Tutto quello che posso fare è provarci ed è proprio questo il mio regalo per i suoi 30 anni: prometterle di impegnarmi seriamente per non deluderla mai…

Buon compleanno amica mia… 🙂


“Lui”

Lo guardo dormire con la bocca semiaperta ed un raggio di sole che gli accarezza il viso e mi si riempie il cuore di amore…

Nell’ultimo periodo ho pensato e scritto molto di pensieri e racconti legati al passato, un po’ per paura di affrontare il futuro che ultimamente si è fatto pieno di decisioni da prendere, e in parte perchè è molto più facile crogiolarsi nel tentativo di capire cosa tu abbia sbagliato in passato e perchè tutti riescano ad andare avanti tranne te, invece di provare realmente a cambiare strada…

Però tutta questa tristezza, negatività e rabbia che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della mia vita, non hanno mai incrinato (o almeno spero) il bene che “lui” mi vuole.

Questa vacanza ne è stata la prova. La prima solo noi due insieme, che, a pochissimi giorni dalla fine, sembra appena iniziata. Certo, qualche “azzuffata” c’è stata, ma non un muso prolungato o un’arrabbiatura duratura, insomma nulla che sia riuscito a compromettere la bella atmosfera di complicità che si è creata.

Che sia questo stato di beata ignoranza e di lontananza dalle bruttezze del mondo, quelli che tutti chiamano felicità? Che sia questo l’amore? Coccole, semplicità, sorrisi, tanti abbracci e baci…e soprattutto la quotidianità…

Sì, proprio la quotidianità, quella routine che tutti definiscono e additano come tomba dell’amore, causa di tutti i mali di coppia, delle rotture, arrabbiature e abbandoni… ma che, al tempo stesso, ci spinge a reinventare noi stessi e la coppia ogni giorno, ogni momento, con il solo ed unico scopo di far sì che possa essere “per tutta la vita”…

Forse il mare, il sole e le vacanze mi hanno resa troppo romantica e sdolcinata, ma più mi guardo intorno, più analizzo me stessa e i miei cambiamenti, più mi convinco che il bisogno di essere amati, accettati e di amare un’altra persona, sia qualcosa di essenziale, primario e radicato nell’anima.

E se questo bisogno è così forte, perchè non condividere la propria vita e completarla per sempre con una persona? E perchè non desiderare che questa unione sia per sempre?

Perchè è noioso? Perchè le persone cambiano e mutano anche le necessità? Perchè la vita spesso ci porta a prendere scelte che implicano il dover imboccare strade opposte? Perchè, semplicemente, dopo un po’ siamo bramosi di novità, vogliamo risentirci desiderati e riscoprire il nostro orgoglio animale di cacciatori e cacciatrici?

Forse una di queste è la causa, forse in piccole parti lo sono tutte o forse ce ne sono anche molte altre… o forse no…

FORSE si può stare insieme per tutta la vita e volersi sempre bene, amarsi per l’eternità…

Probabilmente l’amore cambia con il tempo, si trasforma, come del resto cambiamo noi, il nostro corpo, le nostra abitudini, ma non è detto che tutto, per forza, debba finire.

E’ sempre stato il mio sogno trovare qualcuno con cui crescere, cambiare, con cui affrontare la vita ed invecchiare.

Non voglio dire di aver realizzato il mio sogno, perchè si tratta di qualcosa che non possiamo sapere, non ci è dato conoscere il destino ed il futuro, ma di certo vorrei tanto tenermi accanto, amare, non deludere mai e farmi amare dal più tenero esemplare di “lui” che io abbia mai conosciuto e che mi dorme accanto in questo momento…

E chissà, chi lo può dire, magari potrà essere veramente il mio “Lui” del “per tutta la vita”…


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