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I mali del mondo, i beni degli uomini….

Sentirsi inadatti, ma continuare a sorridere.

Sentirsi sopraffatti, ma continuare a resistere.

Avvertire l’impossibilità di un reale cambiamento, ma continuare a sperare di poter migliorare.

Tentare, studiare, provare, faticare e vedere che tutti ti sorpassano senza fatica.

Sperare di meritarsi qualcosa e ritrovarsi sempre e solo con delusioni e problemi tra le mani.

I sogni svaniscono come sabbia tra le dita, e l’impossibilità di migliorare rimane sulle mani, cocci di speranze infrante, di desideri irrealizzati.

Rassegnarsi al dolore, rassegnarsi all’essere inadatti a questo mondo, a questa vita, a queste ingiustizie.

Rassegnarsi al non poter far nulla, rassegnarsi alla cattiveria che domina gli animi, alla mediocrità delle menti e dei cuori, all’egoismo, alla smania di possesso…

Ma non è poi, forse, rassegnarsi semplicemente alla natura umana e al MIO essere? Dopo tutto ciò che maggiormente desidero è avere la mia famiglia, la mia casa, il mio lavoro, i miei soldi, i miei riconoscimenti… Mio. Tutto mio. Solo mio.

Possesso, egoismo, dominio. I mali del mondo, i “beni” degli uomini….

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Artigli…

Si sgretola, piano piano, il mio mondo.

Perde stabilità, si spezza, sotto il mio sguardo.

La solidità diventa debolezza, la robustezza fragilità.

Scoprire che le certezze non esistono, imparare che “la mano sul fuoco” no, per nessuno.

Sentirsi soli, traditi, impauriti.

Guardare al futuro e vederci solo il passato, infranto.

Avere paura, di vedere, di capire, di realizzare.

Essere deboli, sgomenti, preoccupati.

 

Angoscia, inquietudine, timore.

L’aria scarseggia, gli occhi sono pieni di lacrime.

Il respiro manca, la vista si annebbia.

Frustrata, disillusa, amareggiata.

Inquietudine, preoccupazione, struggimento.

La vita ha affondato i suoi artigli nella sua carne e mi ha strappato un pezzo d’anima, per sempre…

Occhioniblu


“Was It A Dream?”

Your defenses were on high
Your walls built deep inside
Yeah I’m a selfish bastard
But at least I’m not alone
My intentions never change
What I wanted stays the same
And I know what I should do
it’s time to set myself on fire
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
Your reflection I’ve erased
Like a thousand burned out yesterdays
Believe me when I say goodbye forever
Is for good
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
(A photograph of you and I)
Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
A photograph of you and I
A photograph of you and I… in love…

 

Le tue difese erano alte
Le tue mura costruite in profondità
Sì sono un egoista bastardo
Ma almeno non sono solo
Le mie intenzioni non cambiano mai
Quello che volevo è sempre lo stesso
E so quello che dovrei fare
E’ ora che io mi getti nel fuoco
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Ho cancellato il tuo riflesso
Come mille ieri bruciati
Credimi quando dico addio per sempre
E’ per il nostro bene
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo
Era un sogno? Era un sogno?
Una fotografia di noi è una cosa
talmente evidente da provarlo…
una foto di noi… innamorati…

30 Seconds to Mars


Persa…

“Che c’è Occhionibu? Non hai mai visto il mare?” le chiede la sua Anima

“Ma che domande, certo che ho visto il mare…” le rispose la sua Mente

“Ne sei certa?” ribattè il Cuore

“Ma assolutamente sì…” sentenziò il Raziocinio

“E allora cosa è che ti turba?” si intromise il Dubbio

“E’ che ho visto tanti mari ma forse non ne ho mai conosciuto nessuno… E questo mi turba e mi destabilizza…” concluse Lei


Sola…

Sola,

in mezzo ad una moltitudine infinita di persone.

Sola,

anche se c’è un mondo intero intorno a me.

Sola,

anche se condivido l’esistenza con altre persone.

Sola,

con me stessa.

Sola,

con il vuoto che porto dentro.

Sola,

con un peso sul cuore.

Sola,

solo

sola…


Totalizzante…

 

La verità?

La verità è che non ho mai provato nulla di più vero.

La verità è che non ho mai provato nulla di più profondo.

La verità è che non ho mai provato nulla di più totalizzante.

Non so se tu abbia potuto percepire l’intensità di ciò che ho sentito, non so se tu abbia realmente colto la profondità dei miei affanni.

Amore, Passione, Verità, Libertà.
Le più alte e pure emozioni racchiuse in due corpi che si amano.

Questa è la Vita. Questo è dare un senso a ciò che siamo. Elevare noi stessi al cielo in un attimo che sa di infinito.

La Felicità.
L’ho provata.
Finalmente.

Anima e Corpo. Terra e Cielo. Angeli e Diavoli. Totalità.

Ed ora sono qui. Sola ed impaurita. Mi guardo intorno, mi guardo dentro e mi chiedo se mai potrò provare di nuovo qualcosa di simile. Mi chiedo dove tu sia, Anima capace di provocare tutto questo in me. Mi domando se questo senso di totalità, di completezza, di amore abbia pervaso anche il tuo cuore.

Due anime elevate al nirvana dall’atto più licenzioso e terreno possibile. La terra che si fonde con il cielo tramite i nostri corpi che raggiungono la pienezza del loro essere.

L’orgasmo dei corpi con le anime. L’estasi. Il finito che si fonde con l’infinito.

Il nostro amore. Il nostro orgasmo. La nostra estasi. Il nostro infinito. Unico. Totalizzante…

Occhioniblu


In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

Mi hai preso le mani e le hai legate a te, totalmente per caso, inconsapevole di quello che stessi facendo, ma in modo che pensavo essere indissolubile…

Ti ho toccato il cuore, e ho sentito che mi volevi bene… Ho sentito le tue parole, le tue richieste soffocate, i tuoi sogni inespressi… e intanto desideravo con tutta me stessa il tuo amore, immaginavo la tua vita, i tuoi pensieri, le tue azioni.

E avevo paura… Tanta paura… Paura di quello che volevo, paura di quello che tu stessi provando. Paura di perdermi, di sbagliare, di ferire…

E proprio mentre il tuo cuore si avvicinava di più al mio, tu te ne sei andato, hai rotto quel qualcosa di speciale e unico che ci univa, hai spezzato quel nostro folle ma meraviglioso amore… e mi hai scacciata…

Proprio mentre avevo bisogno di te, proprio mentre piangevo per te, per un noi che io stessa evitavo di creare, proprio mentre sentivo che sì, era vero, mi volevi e ti volevo… proprio mentre cercavo di allontanarti per arrivare alla consapevolezza che no, non lo potevo fare, sei tu che hai deciso… Sei tu che ti sei stancato delle mie mancanze, del mio non esserci, del mio avere una paura indescrivibile dei miei sentimenti, delle mie azioni…

Non posso darti torto, io so quello che provo, ma tu no, tu non sai cosa mi è passato per la testa da quando ho incrociato gli occhi della tua anima. La mia vita sembra sempre uguale, ma da quando ti ho conosciuto io sono cambiata. La superficie mente, la profondità si danna. Un’anima in conflitto continuo che non sa dove andare, cosa fare.

So che non posso tornare indietro, so che dovrò vivere sempre con la consapevolezza del poter e saper ferire.

Ma so anche che, probabilmente, non sono l’unica che non ha voluto vivere fino in fondo quello che stava accadendo. Probabilmente ho creduto di poterti entrare nel cuore e di non uscirne mai più. Forse, semplicemente, ti ho desiderato più io che “non potevo” di te che “eri libero di provare e vivere la tua vita”. Magari, banalmente, ho visto qualcosa che non è mai esistito…

Ma nonostante tutto mi chiedo se mai ti ritroverò, se mai la vita mi rimetterà sulla tua strada, se il mio ricordo ti accompagnerà e, soprattutto, se questo lampo velocissimo ha lasciato in te qualcosa…

In quale parte del mondo ci potremo ritrovare?

Mi hai lasciato le mani, te ne sei andato, mi hai abbandonata lì, con i miei sogni, con le immagini di noi, con i miei pensieri, senza permettermi di agire…

Occhioniblu


A Natale puoi…

think

A Natale Puoi… fermarTi a pensare…

Guardati intorno, cosa vedi?

Alberi di Natale giganteschi, presepi, lucine, addobbi, babbi Natale che riempiono le città e, chissà, forse anche i cuori puri di pochi fortunati…

Bambini in attesa del loro dono, persone indaffarate sommerse dai pacchi, regali ovunque, agitazione, caos, stanchezza, cibo, pretese, sperpero…

Fermati!!! E’ veramente tutto questo ciò che vedi a Natale?

Gli occhi sono più scaltri e i cuori più profondi. Possono scavare sotto le luci, sotto i regali, sotto gli sprechi.

Guarda bene, osserva, assapora. Cerca di dare un senso a ciò che ti circonda.

Non è una questione religiosa, non è una questione di tradizioni, è solo la necessità che tutti dovrebbero sentire, di -almeno una volta all’anno- trovare una “scusa” per fermarsi, per riflettere, per scavare in profondità, per dare un significato profondo, vero a questa “Festa”…

La Magia del Natale non esiste se non è il…

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“Quisquis amans sequitur fugitivae gaudia formae fronde manus implet baccas seu carpit amaras”

dafne Bernini, Apollo e Dafne

Amare…

non è obbligare, ma

amare è scegliersi.

Amare è

volersi.

Occhioniblu

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La A maiuscola…

Non so cosa sia peggio: scoprire che il vero Amore non esiste, perdere il vero Amore, tradire il vero Amore…

In qualsiasi caso, però, dinnanzi si ha solo una via: la Sofferenza…

Mi guardo intorno e vedo coppie felici, matrimoni, figli, progetti, ma poi scavo nel profondo e trovo incertezze, problemi, tradimenti, rimpianti.

Mi chiedo se l’essere umano, per sua natura totalmente imperfetto,  sia in grado di non rovinare qualcosa di talmente puro e perfetto come l’Amore.

Magari alcune persone ne sono in grado, magari alcuni esseri umani hanno veramente trovato la metà della mela, il proprio pezzo di anima mancante per formare l’unità… o magari si illudono, si accontentano, si lasciano ingannare da quella che vorrebbero essere la realtà, il sogno che da effimero si fa concreto, vivo, in carne e ossa…

Non posso sapere se realmente chi inneggia all’amore eterno provi quello che dice, oppure sia offuscato da quella che vorrebbe essere la realtà, ma so quello che provo io…

Provo disagio, provo paura, provo vergogna, rimorsi, rimpianti, sogni, vaneggiamenti… mi ancoro con tutte le mie forze al sogno, alla fantasia, alla poesia… e poi mi sveglio e sento solo un gran vuoto e un gran terrore…

Gli amori più belli li vediamo nei film, nei romanzi, nei racconti, ma non riusciamo a vederli o riprodurli nella realtà.

Ci leghiamo, senza neppure accorgersene, a persone di cui non riusciamo più a fare a meno, ma non riusciamo a portare avanti la battaglia contro i piccoli grandi problemi della vita, contro l’eterna diatriba tra il voler Bene e provare Passione.

Gli amori più belli sono quelli appassionati in cui i due amanti si rincorrono senza tregua e senza mai affaticarsi  in una danza mozzafiato ed idilliaca, in cui non riescono a fare a meno l’uno dell’altro… o sono le storie a lieto fine, dove l’unione, la la complicità, la vita insieme regnano e danno pace e in cui non è neppure pensabile vivere l’uno senza l’altro?

Entrambi.
Entrambi sono veri Amori.
Ma non convivono mai.
Mai.

occhioniblu


Diversità…

Diversi, sbagliati, frustrati.

Errati, incapaci, fuori luogo.

Colori, odori, sapori di questo mondo non  ci appartengono,

Gioie, fantasie, speranze di questi esseri umani sono altro da noi.

Vediamo, sentiamo, percepiamo, ma non viviamo come vorremmo.

Il male di questo mondo non è l’essere diversi, non è l’essere diversamente abili, non è l’essere dotati in modi inconsueti, non è l’essere malati, limitati, tristi.

La LIBERTA’ mancata, la libertà negata, la libertà incatenata, questo è il vero male di questa terra.

Non siamo liberi di essere abili o disabili, di essere felici o tristi, di essere sani o malati, di essere bianchi o neri, di essere grassi o magri, belli o brutti, bravi o cattivi, credenti o atei, volenterosi o pigri… Non siamo liberi DI ESSERE.

Perché vi è sempre qualcuno o qualcosa che ci regola, che ci ricorda come dovremmo essere, cosa dovremmo pensare, quale maschera dovremmo indossare, in quale dio dovremmo credere, quale fede dovremmo professare e da quale folle visionario dovremmo farci indirizzare.

In cerca di libertà, in cerca di possibilità, in cerca di realizzazione, ci scontriamo ogni giorno con la nostra piccola battaglia con il mondo che si trasforma nella grande guerra contro noi stessi nel tentativo di imparare ad amarci, apprezzarci, sentirci e vederci perfetti nella nostra umanissima imperfezione.

Ma quando impareremo che il vero unico limite della nostra Anima è la nostra Anima stessa, saremo Persone in grado di amare, capire, realizzarci, comprendere che siamo tutti soli e semplici esseri finiti imperfetti che tendono all’infinito e alla perfezione…

 Occhioniblu


Mi commuovo pensandoti…

Mi commuovo pensandoti.

Mi si scalda il cuore, mi inizio ad agitare, mi guardo intorno per smorzare le emozioni, ma non ci riesco, esse sono tutte lì, nel mio cuore, pronte ad esplodere.

Vorrei l’impossibile, vorrei trovarti un posto nella mia vita in cui tu stia bene, in cui tu possa essere felice, accanto a me. Sapere che ci sei, che non te ne andrai mai.

Mi lascio totalmente e completamente andare, senza pensare a nulla, a nessuno, senza valutare le conseguenze delle mie azioni sul mio cuore, sulla mia mente, sulla mia vita… ma, semplicemente, mi abbandono a quello che sto provando…

Mi abbracci… e non lo hai mai fatto. Non ho mai sentito le tue braccia, non ho mai annusato la tua pelle, non ti ho mai veramente toccato, eppure mi sembra talmente naturale il contatto con la tua pelle. Mi stai abbracciando, forte e non sento solo il tuo calore, non sento solo il tuo corpo, ma sento anche il tuo cuore. Sento che è il tuo cuore che mi sta stringendo che mi sta salutando, che mi sta accarezzando.

E’ un crescere continuo di emozioni, di sensazioni forti, viscerali… Il tuo abbraccio, i tuoi occhi, le tue mani…

Mi baci… mi stai baciando… vedo il tuo volto, sento le tue labbra, morbide, carnose… mi sto tuffando su di loro… sento il loro sapore…

La tua bocca, il tuo corpo, la tua testa, le tue parole, la tua voce… TU!

Non riesco a trovarti un posto in questo tempo ed in questo spazio, mi sembra veramente tutto così dannatamente normale, giusto, inevitabile.
Sono imbarazzata, ma lo sono perchè non riesco a capire cosa mi stia accadendo. Sei seduto davanti a me, ti racconti, ti parlo, mi apro con te e rimango basita nel riuscire a confessarti sentimenti provati e situazioni vissute con una facilità estrema.

Da dove arrivi? Dove mi hai conosciuta così profondamente? Perchè io mi sento priva di protezione, senza barriere. Scruti, indaghi, analizzi, colpisci e mi affondi… senza nessuna possibilità di difesa, senza che io possa nasconderti la mia vera essenza…

In questo istante sento di poter mettere a nudo tutta la mia anima, la mia fragilità, la mia essenza…il mio corpo.

Io e te e nient’altro, nessun altro, non esiste tempo, non esiste luogo.

Ed è ancora tutto così dannatamente normale e naturale.

Non mi vergogno di te, non mi trattengo. Non ho mai toccato il tuo corpo prima, non ho mai assaggiato la tua pelle in precedenza, non ti ho mai donato la mia essenza. Eppure, eppure sento che sei con me, sento che siamo sullo stesso binario. Due anime che si stanno conoscendo per la prima volta, ma che sentono di conoscersi da sempre. Due corpi che si incontrano e danno vita ad una danza meravigliosa, coinvolgente, passionale. Movimenti Intensi, dolci e contemporaneamente violenti. Gesti desiderati, sognati, immaginati, che prendono forma, acquisiscono sostanza, valore.

Scopro il tuo essere, assapori la mia anima. Urlo con te, per te. Ti dimostro quanto tu mi stia entrando nelle viscere, mi stia facendo star bene.

E’ inevitabile il nostro incontro, la tua bocca sulla mia, le mani che si incrociano, gli sguardi che si perdono uno in quello dell’altra. E’ un labirinto infinito di emozioni, un’incredibile vortice di passioni.

Ti voglio e mi vuoi. Il tuo corpo contro il mio. Sento la tua forza, il tuo desiderio. Sento che ora non vorremmo essere da nessuna altra parte.

Io e te. Un Noi che qui sta prendendo forma e che qui rimarrà, per sempre. Impresso nei ricordi, acquista di diritto un posto nel nostro cuore, nella nostra anima, nella nostra vita. Per sempre.

Perchè so che sarà per sempre.

Non cambierà mai.

Sta nascendo qualcosa che rimarrà eternamente qui. Rinchiuso tra queste mura, che non sono quelle di questa stanza, ma sono le mura dei nostri cuori, perchè -lo so- proteggeremo per sempre ed in qualsiasi modo questo dolce, forte, coinvolgente “Noi”.

Puoi e devi farmi ciò che vuoi. Incatena il mio corpo, usami, sfoga su di me quello che senti dentro.

Amami.

Fatti amare.

Godi con me, di me.

Io ti sento.

Sento che mi ami.

Sento che sei qui per me.

Sento che quello che provi è immenso.

E non è un semplice “peccato” e sono certa che quello che ti rimarrà sarà molto di più di un semplice “nulla tra le mani”.

Vorrei guardarti negli occhi e farmi dire che andrà tutto bene. Il mio cuore piange tra le tue braccia. Non so se percepisci quello che provo. Non voglio lasciarti andare via, ma mi ritrovo a guardarti mentre ti allontani.

Non pensavo di arrivare a tanto, non pensavo di provare tanto, non immaginavo di poter stare così bene…

Avrei potuto o forse – secondo la morale, la giustizia, la coerenza, quelli che credevo essere i miei valori – dovuto starti lontano, impedirti di arrivarmi tanto vicino, ma sono certa che il mio stato d’animo, la mia sofferenza, sarebbero state le medesime e avrei provato la stessa paura di aver sbagliato, di aver fatto la scelta errata.

Non riesco a sentirmi in colpa per aver vissuto le mie emozioni, non riesco a colpevolizzarmi per aver vissuto te, Noi, non riesco ad incolpare me stessa per aver seguito il proprio cuore, il proprio istinto e aver vissuto esattamente quello di cui aveva bisogno, quello che sognava, che sperava…

Ma ho paura di fare del male, quello sì… Ne sono terrorizzata… Io accetto il rischio di ferirmi pur di partecipare a questa folle, ma meravigliosa corsa, ma non riesco a tollerare che qualcun altro possa farsi male a causa mia…

Vorrei che tutto fosse più facile, vorrei rendere felice le persone a cui tengo…

Occhioniblu


Sentimenti…

I sentimenti sono ciò che rendono bella la vita, ma anche ciò che la possono mandare in crisi, distruggere.

La passione, l’amore, l’attrazione infuocano gli animi, ci rendono vivi, ci fanno sentire salvi, veri, esseri sensati con una ragione per vivere.

Ma la passione, l’amore, l’attrazione sono gli stessi sentimenti che possono ucciderci, farci sentire sbagliati, errati, scorretti, esseri imperfetti incapaci di gestire le proprie emozioni.

Anime senza appiglio in balia degli eventi, soffi di vita trasportati dalla corrente del destino, eternità incatenate in un tempo finito e mortale.

Nell’inscindibile dualismo della mente e del cuore ci ritroviamo così, come scheletri senza carne e contemporaneamente come corpi senza ossa. Tutto e niente. Bianco e nero. Bene e male. Consapevoli della nostra inseparabilità perpetuiamo il tentativo di vivere vite prive di unione, come se le diverse parti di Noi potessero realmente percorrere strade diverse, esistenze scisse, frammentate. Rincorriamo l’unità praticando la frammentarietà e lamentandoci del fallimento assicurato.

Illusioni, false speranze, inganni della mente e del cuore…

Crediamo di possedere anime immortali ed indistruttibili che, inevitabilmente, finiranno invece per scontrarsi con il tempo, le limitazioni, i cambiamenti e ne usciranno irrimediabilmente dannate, tormentate, castigate.

Non esiste luogo dove rifugiarsi, non esiste posto dove ritrovarsi. Non esiste mano in grado di aiutare e abbraccio in grado di consolare.

Trovare una soluzione è impossibile, unire due poli che non combaciano impensabile, trovare unità nella disomogeneità insensato…

E allora che fare? Ricercare l’unità o assecondare il proprio folle, inebriante, spietato sogno di dar forma e sostanza ad ogni frammento del nostro Io?

Occhioniblu


Schiacciata…

Schiacciata, oppressa, appesantiva dal mio stesso essere, dal mio dolore, dalla mia insoddisfazione.

Sofferenza, Rabbia, Paura.

Voglio solo essere importante, sentirmi importante, sentirmi utile.

E invece non ho niente da dire, nulla da fare,  niente da donare…

Forse c’è un tempo utile per trovare la propria strada, per diventare “Qualcuno” e, forse, quel tempo è passato.Ormai è troppo tardi per cambiare e no, non è vero che non è mai troppo tardi. Arriva un momento in cui il proprio cambiamento comporterebbe conseguenze troppo grandi e dolori troppo immensi alle persone che abbiamo accanto, per permetterci di agire. E allora ci si rassegna e, semplicemente, si sogna di andar via, ma dove? Di mollare tutto e ricominciare, ma da cosa? Da chi? Da me stessa? Certo, ma…

Chi sono io? Se non un’anima troppo fragile che, fingendo di essere forte, rimane ferma, immobile, inerme, in perenne ricerca di un appiglio, di un segnale, di una salvezza da se stessa…

Occhioniblu


Credere…

Ti vengo a cercare, ma non so come tu sia fatto…

Provo a chiamarti, ma non so il tuo nome…

Vorrei guardarti negli occhi, ma è impossibile, tu non sei visibile…

Chi sei?
Dove sei?
Cosa hai nella mente mente?
E nel cuore?

Non può essere tutto un caso, non può non esistere nulla al di sopra di tutto questo, del dolore, della gioia, dell’amore, della morte. Non può essere un semplice ciclo di vita, deve esserci un motivo, una ragione che giustifichi il nostro essere, le nostre differenze, le nostre somiglianze, i nostri sentimenti…

Cosa sei?
Dove posso trovarti?
Hai una mente?
E un cuore?

Ho creduto fortemente in Te, poi sono cresciuta e ho iniziato a credere solo nella cattiveria umana…

Ed ora?

Ora mi sono stancata di tutto e vorrei solo vedere un appiglio, una giustificazione a tutto questo dolore, al male, alla crudeltà, alle ingiustizie e al dolore… mie e di questo mondo…


A volte i sogni si avverano…

A volte i sogni si avverano… e ti accorgi che ciò che hai sognato e desiderato per anni non è ciò che potrebbe renderti felice ed appagata ora…

Ho sempre sognato questo luogo, questa casa, questi ambienti. Mi sono sempre immaginata “da grande” tra queste mura che sono sempre state le nostre mura, dell’unico noi che fino a poco tempo fa io ebbi mai conosciuto, il noi caldo e protettivo della famiglia, della mia famiglia.

Ma le cose cambiano, le persone invecchiano,cambiano, a volte muoiono… e tu cambi con lo scorrere del tempo, cerchi di adeguarti alle mutazioni, provi a mantenerti coerente con tutto quello che hai sempre professato, con ciò in cui hai sempre creduto… ed invece… invece ti ritrovi qui, in bilico, tra il tuo passato, tra la tua famiglia che ha sempre fatto di tutto per te sacrificando la loro stessa esistenza ed il tuo nuovo io che, poi, tanto nuovo non lo definirei. Semplicemente ti ritrovi a fare i conti con il tuo essere per l’ennesima maledettissima volta, ma senti che questa volta sarà diverso, percepisci il disagio, la paura, l’angoscia che dominano il tuo corpo, la tua mente.

E sai che questa volta sarà per sempre. Sai che qualsiasi scelta tu prenderai sarà sbaglista perché in qualsiasi caso hai la certezza che qualcuno soffirà.

Un bivio che si dirama in due strade senza uscita, cieche, morte.

E allora decidi di non far nulla, di lasciarti vivere, di lasciar scorrere il tempo, di non prendere in mano la tua esistenza.

E allora decidi di non decidere.

Ma tu non sei così,  tu vuoi combattere, tu vuoi scegliere, tu vuoi vivere… ed ecco che ti ritrovi ad odiare tutto, a rinnegare tutto, la tua casa, i tuoi amori, le tue origini… ed ecco che ti ritrovi ad odiare ciò che hai sempre desiderato divenisse realtà…

E non ti resta che urlare, nella vana e stupida speranza che qualcuno ti senta e ti salvi, ma nessuno può salvare l’insalvabile, nessuno può liberarti dai suoi sogni…

Occhioniblu


Ferita da un lampo d’amore…

Mi hai ferita. Mi hai fatto male. Mi hai fatto soffrire.

Me lo meritavo.

Ti ho delusa. Ti ho ferito. Ti ho fatto male.

Non te lo  meritavi.

Mi sono ritrovata più volte, dal nulla, a sognare come sarebbe stare con te, a immaginare Noi… Ho sognato i tuoi baci, le tue carezze, ho immaginato di fare l’amore con te, in modo forte. Ho desiderato essere posseduta da te, di essere tua, corpo e anima. Ma soprattutto ho sognato di guardarti negli occhi e di perdermi in un tuo abbraccio, dolce, denso di amore, sincero, eterno…

Ma sono immagini, sogni. Non so nulla di te, anche se mi sembra il contrario. Il mio cuore si è fatto un’idea di te ben precisa. Una parte di me si è innamorata inesorabilmente della tua dolcezza, della tua profondità, del tuo modo di fare dal primo momento in cui sei stato in grado di leggermi dentro senza nessun ostacolo. Hai visto una parte di me segreta, nascosta, che la maggior parte delle persone ignora. Hai subito accarezzato il mio cuore, lo hai preso per mano e lo hai accompagnato al tuo, con delicatezza, con rispetto, con purezza, con amore…

E io ho subito sentito il tuo calore, la tua dolcezza, la tua intensità e mi sono lasciata trascinare in un vortice di emozioni nuove, vivide, meravigliosamente coinvolgenti.

Avrei dovuto scappare subito. Avrei dovuto proteggermi e proteggerti. E invece… Invece è stato tutto troppo intenso per tirarsi indietro. E ti ho ferito. E mi hai ferita.

E ho conosciuto un’altra parte di te.
E ho sentito il tuo disgusto.
Tono accusatorio.
Supponenza.
Sarcasmo con una punta di cattiveria.

“Tu non mi conosci. Se mi presentassi lì e mandassi a monte tutta la tua vita?” Battute, sì battute, ma che rivelano tutta la rabbia che hai dentro, tutto l’avversione che provi.
“O me o lui.”
“O me o la tua attuale vita.”
Non è tutto così facile. Non è tutto bianco o nero. Non posso rinunciare e buttare via una vita costruita insieme per un attimo, per un lampo di luce, di amore…

“Falsa. Opportunista. Senza palle. Senza morale. Incapace di prendere in mano la tua vita.”
Accuse vere o meno, celate sotto una risata o manifestate apertamente…

Tristezza.

Nausea.

Mancanza d’aria.

Lacrime.

Singhiozzi.

Dolore.

Vuoto.

Mancanza.

Tutto questo quando, forse, sarebbe bastato un abbraccio occhi negli occhi per portarmi via. Per sempre.

Ora è tardi.

Non si vive di forse. Non si vive di sogni. Non vi vive di immagini. Immagini stupende che mi hanno riempito e mi colmano il cuore. Ti sento dentro, ti sento vividamente, so che ci sei. Non so come sia possibile, ma ciò che sento è reale. Una parte di me ti ama.

Non so come sia possibile. Ma sento amore. E te lo vorrei urlare. Ti vorrei abbracciare. Vorrei piangere con te e diventare un’unica cosa. Con te. Ora.

Ma probabilmente non è abbastanza.

Io non sono abbastanza per te.

Ti meriti di più. E vuoi di più. Lo so.

E anche lui si merita di più. Si merita onestà e fedeltà.

E tu ti meriti amore incondizionato.

Che io non sono in grado di darti.

Occhioniblu


Dovrei…

Sei entrato come un fulmine nella mia vita, nella mia mente, nel mio cuore…

Ti ho incontrato un giorno, per caso, ma subito mi hai travolta: il tuo modo di fare mi è entrato sotto la pelle…

Non riesco a parlarti, ho troppa paura… Ho paura di te e ho paura di me stessa…

Cosa dovrei dirti? Che si sono dei momenti in cui mi ritrovo ad immaginare di mollare tutto solo per venire a vederti, per venire a scoprire se tutto quello che ho immaginato, bramato, sognato è reale oppure è solo una bella invenzione?

Cosa dovrei dirti? Che una parte di me sente e conosce tutto quello che stai provando tu? Che una parte di me vede oltre i tuoi occhi, sente oltre quello che dice la tua voce? Che una parte di me ti desidera tantissimo, follemente, in modo del tutto incondizionato?

Che dovrei dire? Che vorrei solo ed esclusivamente poterti vivere? Che vorrei abbracciarti, sentire il tuo calore, sentire il tuo corpo e il tuo cuore?

Invece non riesco a dire nulla… mugugno, mi ingolfo e mi sento dannatamente sbagliata… Non capisco come sia possibile che le sensazioni più belle e più pure del mondo, i sentimenti più profondi, incondizionati non debbano essere vissuti…

Crisi da rientro dalle vacanze? Crisi da situazione lavorativa mutata? Crisi da cambio di stagione?

Oppure crisi mia personale? Crisi di un’anima che non riesce a vedere cosa si celi realmente dietro l’azzurro dei suoi occhi? Crisi di un cuore pieno di emozioni e pieno di voglia di amare? Crisi di una mente che sa cosa è giusto, che sa che ha dei doveri, ma che ama sognare, che vive dei propri sogni, delle proprie fantasie, dei propri desideri?

Perché fantasticare e sognare insieme rappresenta la forma d’amore che preferisco, quella più pura, quella più vera… ma poi la realtà raramente dà forma ai sogni…

Vorrei essere sincera, confessarti quello che veramente provo, aprire a te il mio cuore e raccontarti l’amore che susciti in me, vorrei… ma poi la realtà è un’altra e non si può scappare per sempre…

Cosa dovrei dirti? Che so che potrei innamorarmi di te veramente come un’adolescente? O dovrei dirti che la mia vita comunque è un’altra?

Cosa?

Dovrei dire tante cose… o forse semplicemente dovrei andarmene via e lasciarti libero…

Occhioniblu


Magari in un’altra vita mi amavi…

Magari in un’altra vita mi amavi…

Magari siamo destinati a ritrovare in questa vita pezzetti di cuore lasciati chissà dove e chissà quando, parti delle nostra anima che una volta ci sono appartenute e che ci hanno completato e che poi si sono disperse  nell’infinito, in un eterno senza spazio e senza tempo…

Magari in un’altra vita ti sei preso cura di me, del mio cuore, della mia anima.

Magari in un’altra vita eravamo un “noi”, eravamo due cuori fusi in uno solo, due anime profondamente innamorate.

Questo spiegherebbe la forza con cui sei entrato nei miei pensieri, nel mio cuore. Questo spiegherebbe perché ti sento, dentro, nel profondo, nelle viscere.

Magari in un’altra vita sono stata regina del tuo cuore, padrona dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri più profondi ed inconfessabili…

Ti sento mio, eppure non ti ho mai avuto.

Mi manchi, eppure non ci sei mai stato.

Non so nulla di te, eppure è come se ti conoscessi.

Non so darTi un nome, non so etichettare quello che provo, ma so che la mia anima è legata alla tua, so che quando la tua mano ha sfiorato la mia è stato come se ti avessi ritrovato…

La vita ci divide, ma io ti sento così vicino.

Non ti conosco, ma mi fido di te.

Il solo pensarti riesce ad aprire la mia mente a nuovi orizzonti, e ad emozionarmi…

Non mi ero mai aperto così tanto e così facilmente.

Mi viene spontaneo pensarti come una parte della mia vita, come un pezzetto della mia anima…

Magari in un’altra vita ti amavo.

Magari siamo destinati a ritrovare in questa vita pezzetti di cuore lasciati chissà dove chissà quando, parti delle nostra anima che una volta ci sono appartenuti e che ci hanno completato e che poi si sono dispersi  nell’infinito senza spazio e senza tempo…

Magari in questa vita -a modo nostro- ci amiamo…

Occhioniblu


Le double secret

lanostracommedia

Magritte, Le Double SecretMagritte, Le double secret

Anima:

segretamenete in te custodisci

la vera essenza

del tuo

Essere.

Occhioniblu

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Ti guardo mentre vai via…

Ho solo voglia di piangere, di sparire, di scappare da me stessa, da questa maschera di me, da questa vita che mi soffoca e mi sta stretta.

Sento un vuoto profondo e questo mi paralizza, mi impedisce di trovare la forza per reagire, per combattere e addirittura per piangere.

È veramente la fine, una dolce, profonda, ma dolorosissima fine.

Ti guardo mentre vai via.
Mentre ti allontani.
Te ne stai andando per sempre ed io sono totalmente impotente. Non posso far nulla. Mi sento bloccata, frustrata, vuota e totalmente senza speranza.

Te ne stai andando, di nuovo.
Ma questa volta è per sempre.
Lo sento.
Lo vedo.

Mi sorridi con una dolcezza infinita.
È il tuo addio.
È il tuo modo per dirmi che questa volta non tornerai.

Ti guardo. Dovrei fare qualcosa.
Ma non faccio nulla.
Accetto inerme la tua scelta, il mio sguardo è spento. Di nuovo sento il vuoto impadronirsi di me, del mio cuore, dei miei occhi.

Vorrei solo darti un bacio. Sfiorare le tue mani e le tue labbra un’ultima volta, guardando i tuoi occhi…

Invece, semplicemente, ti guardo.
Stupida.
Sola.
Vuota.

È veramente la fine di un sogno durato un soffio. Mi hai portata su altro pianeta, hai rapito la mia anima e poi mi hai abbandonata lì, triste, inerme, e ti sei portato via una parte di me.

Dolore, sofferenza, solitudine.

Ma ogni volta che il mio cuore incontrerà la tua anima, vi ritroverà quella parte che mi hai rubato e che mi manca per essere completa… e una parte di me non potrà  fare a meno di riconoscersi, e di innamorarsi, ogni volta, della tua anima, della tua intelligenza, della tua profondità…

Occhioniblu


Vuoto…

Lasciarsi andare.
Dimenticarsi di tutto, perdere il controllo e lasciarsi completamente prendere da una situazione, da due occhi incrociati per caso, da una mano sfiorata con naturalezza ed ingenuità, da una voce che  arriva direttamente al cuore, da un’immagine creata dalla propria mente, ma che si percepisce reale, viva.

Sbagliare.
Accorgersi della propria stupidità, ingenuità e di come ci si è affezionati ad un’idea, ad un’emozione che prepotente si è inserita nel proprio cuore.

Sentirsi tristi. Rendersi conto di come faccia male e rattristi profondamente lasciare andare qualcuno che inspiegabilmente si è sentito vero, vicino, seppure in realtà sia sconosciuto, lontanissimo, estraneo.

Essere impotenti.
Non voler lasciare andar via chi è stato in grado di sfiorare con una tale forza la propria anima, di scoprire una parte vera, sincera, profonda, ma nascosta. Volere egoisticamente legare a sé chi è stato capace di donare delle emozioni fortissime, concrete, primordiali, in modi totalmente inconcreti ed inaspettati.

Rassegnarsi.
Alla realtà, a ciò che è giusto,  a ciò che deve essere…

Vuoto.
Semplicemente sentire un vuoto dentro…

Occhioniblu


Che resta di un sogno erotico…

E mentre tu starai facendo chissà cosa, io ti sogno ad occhi  aperti…

Immagino di averti qui, di poter vivere questa passione, dar sfogo a questo nostro desiderio, pronti ad infrangere ogni regola, decisi a vivere in questa nuova dimensione, in cui siamo solo io e te, senza schemi, senza doveri, solo noi e il nostro sentirci incondizionato…

Ti sogno, ti bramo, di desidero…

Vorrei che mi guardassi negli occhi, che mi parlassi, tanto, di te, della tua vita, dei tuoi sogni.

Vorrei sentirmi desiderata, voluta, cercata.

Vorrei che mi stringessi a te e che mi baciassi con tutta la dolcezza del mondo.

Vorrei che iniziassi a cercare prima le mie mani, poi il mio volto, i miei piedi, il mio corpo.

Vorrei sentire il tuo desiderio crescente di fare l’amore con me, di possedere il mio corpo e la mia anima.

E poi, sì, vorrei lasciarmi andare, perdere ogni freno inibitore e vorrei che la tua lingua conoscesse il mio corpo, prima con dolcezza, e poi sempre più forte, sempre più in profondità.

Vorrei sentire il tuo corpo che si unisce al mio e poi vorrei che mi guardassi profondamente, che mi prendessi con forza, che mi bendassi e legassi e che iniziassi a possedermi con energia, con passione, con violenza. Vorrei che mi facessi di tutto, senza paure, senza trattenerti in nulla e tutto finalizzato ad un unico scopo: farmi venire una volta e poi una seconda,  di nuovo, insieme… Mentre le nostre anime si guardano e si uniscono, per sempre…

Occhioniblu


Tu…

lanostracommedia

Il tuo sguardo incrocia i miei occhi.
Le tue mani sfiorano la mia anima.

Non so chi tu sia.
Non so cosa tu faccia.
Non sai chi io sia.
Non sai cosa io faccia.

Eppure una strana serenità si impadronisce di me ogni volta che ti penso…

Semplice voglia di trasgressione.
Semplice sogno erotico.
Semplice parentesi in una vita perfetta e “infiocchettata”.

Ma nel silenzio del mio cuore penso ai tuoi occhi illuminati dalla luce del sole e inizio a tremare…

La semplicità si dilegua e rimane la voglia di te, di vederti, di scoprirti, di guardarti…

Rimane il sogno segreto di farti compagnia la sera, tra le pareti solitarie della tua casa… del tuo cuore…

E rimane la paura…

La paura, di scoprire chi sei, di scoprire che la bellezza che percepisco è reale… che la nostra intesa non è frutto del mio cuore impazzito, ma soprattutto…

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Menzogne…

Menzogne, bugie, falsità… in ogni luogo, in ogni tempo…
In tutta la mia vita…

Per essere sincera con me stessa dovrei mentire a chi ho accanto e per essere onesta con chi ho accanto dovrei limitare, nascondere e ripugnare una parte di me…

E non c’è via di fuga.

Non c’è uscita.

Non c’è scampo.

Mi guardo intorno, tutti riescono a creare la propria vita, a trovare il proprio equilibrio, la stabilità, qualcosa di cui andare fieri… ed io? Io mi guardo allo specchio e vedo solo strati di bugie uno sopra l’altro, maschere create ad hoc per non deludere, per non ferire, per non tradire una persona, una regola, un’idea…

Ma io vorrei solo poter vivere quello che sento, inseguire i miei sogni, le mie emozioni… invece di rinchiuderle in una cassaforte in fondo al mio cuore.

Sento la mancanza di qualcosa che non c’è. Sento un incolmabile vuoto dentro me che mi logora, mi consuma, mi corrode…

Dovrei solo rassegnarmi ma non ce la faccio.

E’ questa la vita, tutti si adattano… tutti ce la fanno… a parte me, anima dannata in cerca di una propria dimensione in cui emergere, vivere, in cui sentirsi giusta…

Perchè la verità è che sono semplicemente sbagliata, inadatta a questo mondo, a questa società. Troppo irrequieta, troppo sognatrice, troppo impulsiva, troppo dominatrice, troppo riflessiva… per potermi accettare, per potermi amare…

Perchè la verità è che non sempre è possibile mediare e trovare un equilibrio… perchè la verità è che se conoscessi un altro modo per vivere lo farei, la verità è che quello che ho è meraviglioso, speciale…ma nonostante tutto, non mi basta…


Addio…

Ti sto dicendo addio…

Ti sto cancellando, eliminando, rimuovendo dalla mia vita…

O, forse, semplicemente e più verosimilmente, ti sto sostituendo.

Sostituire? Che brutta parola… le persone non si possono sostituire, non si devono sostituire. Ogni persona non sarà mai uguale ad un’altra, ogni anima che incontriamo ci dà qualcosa che nessun altro potrà replicare…

Ma il vuoto che hai lasciato nel mio cuore è profondo… Lo sai? No, non credo… Non hai mai capito quanto io mi fossi presa di te, quanto avrei voluto che tu potessi far parte della mia vita.. Non hai mai capito o, banalmente, non ti interessava vedere…

Hai aperto le porte di una stanza chiusa a chiave da sempre, hai liberato la principessa rinchiusa nella torre e appena essa si è rivelata pronta per trasformarsi in una regina, nella tua regina, l’hai abbandonata… costringendola a rintanarsi, di nuovo, in quella torre cupa e triste.

Ma ormai la porta era stata aperta, ormai, per quanto quella principessa cercasse di reprimersi, aveva un enorme bisogno di colmare il vuoto che avevi lasciato nella sua vita…

Penso a te, alla tua voce, ai tuoi occhi, alle tue mani, alla tua bocca ed il cuore esplode, le lacrime affiorano e niente riesce a trattenerle… Non sei passato, non “mi passerai”, ma ho bisogno di andare oltre… ho bisogno di capire chi sono, ho necessità di conoscere quella parte di me che tu hai portato a galla, che tu mi hai fatto scoprire… ho bisogno di conoscere l'”altra parte di me” che, fino ad oggi, ho cercato di nascondere, uccidere, reprimere…


Angelo Nero…

Angelo Nero

Sorridere mentre dentro di se’ si piange, per disperazione, per mancanza di qualcuno, di qualcosa, di una sensazione…

Il tempo sotterra i dolori, scolora la memoria, allevia le ferite, ma il ricordo è sempre in agguato ed il desiderio fa capolino nella testa e nel cuore portando con se’ disperazione, ansia, paura di non capire cosa fare, come agire, dove andare.

Più le vie di uscita sembrano sparire, più ne sento la mancanza…

Ma cosa sono queste vie di uscita? Cosa manca? Cosa vorrei realmente?

La disperazione prende il sopravvento… Cosa fare? Cosa cercare? Chi essere?

Sbagliata, errata, immobile, disperata…

Vorrei spezzare le catene che imprigionano il mio essere più profondo, ma non me la sento di liberare questo Angelo Nero, incapace di essere giusto, buono, fedele. Un Angelo infedele, nascosto negli inferi del mio cuore, nella cupezza della mia anima. Un angelo che non appartiene a questo mondo, a queste regole, a questa ingiustizia.

E intanto la vita scappa via… corre… non si ferma… ed io non riesco a starle dietro, non riesco a prenderne il controllo.

La disperazione è acuita dal senso di impotenza, dalla paura di non lasciare nulla, di non fare nulla, di non essere nulla… se non un Angelo Nero destinato a nascondersi per sempre, da se stesso, dagli altri, dal mondo…


Lacrime…

Calde lacrime

sgorgano dai miei occhi,

nel vano tentativo di riscaldare il mio cuore che,

deluso ed affranto,

vegeta nel gelo del suo essere…


Regina e padrona…

L’anima cammina sul proprio cuore.

Una landa desolata cosparsa di sangue.

Una regina senza trono,
Una volontà vassalla del destino.

Il tuo scettro è la stessa arma,
Con cui ti provochi le ferite.

La tua corona è lo stesso strumento
Con cui torturi le tue membra.

Regina di un’anima dispersa,
Sovrana di un regno ferito.

Padrona di un’anima satura di dolore e amarezza…

occhioniblu


Lei non è nulla…

Lei non era nulla.

Un’amante senza amore, una tra tante, una “x” tra un’infinità di variabili.

Niente amore, niente cuore, nessun coinvolgimento. Niente di niente.

Lei era solo pelle, profumo, desiderio.

Lei era solo quella che gli stimolava le fantasie. Era quella da toccare, da amare, da scopare, nei sogni, nel delirio, nell’illusione.

Solo battute, solo sguardi, solo ricordi.

I ricordi di quella notte, i ricordi della sua pelle, del suo profumo, della sua bocca, della sua carne, delle sue gambe aperte, in sua attesa… del suo sguardo mentre le sue labbra la baciavano, sfioravano, la facevano godere…

Ma lei non era nulla, come, per lui, non fu nulla quella notte, e tutto quello che si portò dietro.

Lei non era nulla, lei – per lui – non è nulla…


Coltello…

Invisibile è la tua lama,

taglienti le tue parole,

affilate le unghie che penetrano la mia carne.

Un filo di sangue sgorga,

impercettibile ed incessante.

Il mondo non vede la ferita,

tu non senti le urla strazianti della mia anima.

Io nascondo il mio dolore,

maschero la ferita,

dissimulo i miei pensieri

e chiudo il mio dolore dentro la mia anima che,

sempre più sanguinante,

finge indifferenza mentre, piano piano, si sgretola…


Parole…

E’ dolce il tuo pensiero,

desiderio antichissimo e perpetuo,

ricerca incessante di un mondo nuovo.

Vita che scorre, sangue versato,

lacrime invisibili che sgorgano dal cuore.

Nostalgia di una speranza,

immagini sfocate rubate alla Fantasia.

Sogno.

Silenzio.

Sapore di sconfitta.

Delusione.

Paura.

Terrore.

Speranza.

Sollievo.

Aspettative.

Attese.

E di nuovo Sogno…

Metamorfosi di un io che non esiste e perpetua incessantemente il suo non essere.


Tradire…

Tradire è una cosa brutta, una scelta crudele, una cattiveria inutile, un atto di egoismo e di mancanza di coraggio.

Viltà, codardia, cattiveria, e soprattutto incapacità di portare avanti le proprie scelte e di avere rispetto.

Il vero trauma è l’inconoscibilità di chi si ha accanto. Rendersi conto che non si conosce mai nessuno fino in fondo, perchè, in realtà, non conosciamo mai fino in fondo neppure noi stessi.

Dare fiducia a qualcuno è il vero, più profondo e intimo gesto d’amore.

Ciò che lega due persone non è l’amore puro, il sesso o il vivere insieme, è la fiducia reciproca. Avere fiducia significa abbassare le difese, togliere la maschera, rendersi vulnerabili, farsi toccare, nell’anima, nel profondo, nelle proprie ferite.

E tradire è qualcosa di più che una bugia detta, un bacio rubato, un’azione errata commessa.

Tradire è ferire consapevolmente e volontariamente chi ci ha donato la chiave della propria anima.
Tradire è deridere i sentimenti altrui.
Tradire è crudele, infimo, meschino, ignobile.

Tradire è la cosa peggiore da fare ad un’altra persona…

E, che mi dite, invece, di chi tradisce se stesso? I propri desideri, la propria natura….


Terra…

Mi basta così poco per sentire i brividi che mi percorrono la schiena, per sentire le guance accaldate, per sentire quello strano ma conosciuto sfarfallio nel ventre…

Mi basta così poco per iniziare a sognare…

Mi basta che la tua mano prenda la mia per aver voglia di lasciarmi andare, di smettere di avere paura, per aver voglia di piangere e supplicarti di portarmi via da tutto e tutti. Mi basta sfiorarti, anche per caso, incidentalmente per fantasticare, per sentirmi avvampare. Mi basta incrociare i tuoi occhi per sentirmi mancare la terra sotto piedi…

Ma mi basta poco anche per ripiombare su quella stessa terra, arida, dura, che fa male e fa soffrire…


Piano piano

Mi lasciai contagiare da te poco alla volta.

Piano piano permisi al tuo profumo di entrarmi nella pelle,

ai tuoi occhi di attraversare la mia carne,

alla tua bocca di conoscere ogni parte di me.

Ad ogni sguardo, tocco, parola mi feci sempre più tua,

il mio cuore iniziò a sfuggire al mio controllo,

la mia mente a fantasticare, a volare, a sognare.

E mentre io mi innamoravo,

tu, piano piano, te ne andavi…


Assenza…

Vorrei scalfire quella corazza assurda che ti sei tatuato addosso.

Rivedere i tuoi occhi, i tuoi veri occhi, non la maschera che ti sei messo addosso.

Abbracciarti ed essere ricambiata, sorriderti e trovare il tuo cuore.

Non mi spaventano le tenebre, non mi spaventa il buio e neppure il fuoco.

Ma sono terrorizzata dalla distanza, angosciata dal nulla.

Non riesco a rimanere lucida.

Il pensiero della perdita, dell’assenza, della mancanza,

si insinua in ogni parte del mio corpo, del mio cuore, delle mie membra.

Dimenticare.

L’unica soluzione è l’oblio.

Cancellare tutto quello che possa parlarmi di te.

Ogni ricordo, ogni profumo, ogni immagine.

Ma ogni volta che ci provo torno al punto di partenza e mi chiedo

come sia possibile cancellare una parte di se’…

 

 


Guardando…

Guardo il tuoi occhi, 

ti osservo cercando di non farmi notare.

Vedo la loro profondità 

che va oltre il verde intenso che li colora.

Vedo il buio, vedo la lontananza, vedo il disinteresse.

Sono occhi che sanno soffrire, ma che sanno anche far soffrire.

Sanno raggelare, immobilizzare e ghiacciare chi li incrocia.

Ma io non voglio farmi vedere,

non voglio renderti partecipe del mio dolore,

del vuoto che, per uno strano gioco del destino, mi riempie. 

Voglio nascondermi dietro al blu dei miei occhioni,

per imparare a mentire, per imparare a non volerti

per imparare a non soffrire.


Ciò che non uccide ti fortifica…

Ciò che non uccide ti fortifica… Tutte menzogne, ciò che non uccide, fa soffrire, tanto, troppo, irrimediabilmente.

Ciò che non uccide dilania, spacca, lacera.

Non è vero che tutto passa. Sono scuse. Le cose passano, ma le loro tracce indelebili si imprimono nel cuore, l’impronta del passaggio del dolore su un’anima non va via con la pioggia, nulla riesce a cancellarla o a seppellirla, appena sembra che sia passata, eccola che riaffiora e nel suo risalire in superficie, fa male, brucia, riaccende vecchi dolori, che si accumulano a quelli nuovi.

Il rifiuto è un dolore, il rifiuto non uccide, ma il rifiuto mi spezza l’anima.


Sfuma…

Sfuma, piano piano, lentamente il ricordo si dilegua, il desiderio si attenua, fino a dissolversi, a perdersi nella fantasia.
La realtà vissuta si trasforma in un’illusione, effimera idea di un pensiero irrazionale.
Ciò che realmente è accaduto prende forme eteree, incorporee, fino a confondersi e svanire nella mente.
Rimane solo l’amarezza di un labile ed effimero “se”…


Voglia di piangere…

Sono sempre stata forte, sono una persona forte. Cado, ma mi so rialzare. Ne sono in grado… Ma allora perchè ho questa disperata voglia di piangere? Lo guardo, è lì, seduto davanti a me e mi ignora, non mi guarda più negli occhi e credo che questa sia una delle cose che mi manca di più in assoluto. Io mi nascondo dietro al mio pc, nei miei pensieri, cerco di distrarmi, ma non so più come trattenere queste dannate lacrime che cercano in tutti i modi di uscire, non so come controllare questa maledettissima e disperata voglia di piangere.

es → it
Cado

Poi tutto torna come prima…

Poi, un bel giorno, ti svegli e ti accorgi che tutto è tornato come prima, solo che non sarà mai più veramente come prima, tu non sei più quella di prima, nel cuore hai una ferita nuova, che vorresti chiudere immediatamente senza lasciare cicatrici, ma sai che non è possibile, sai benissimo che non si chiuderà così velocemente e che la cicatrice sarà probabilmente eterna.

Un giorno come un altro, ti svegli con Lui, lo guardi con gli occhi ancora “impastati”, ti sorride, gli sorridi e spontaneamente lo abbracci, perchè hai voglia di sentire il calore della sua pelle, hai voglia di sentire il suo cuore, di attirarlo a te. Vorresti che non se ne andasse mai, che non ti abbandonasse mai, che non ti lasciasse mai sola, vorresti che ti proteggesse, prima di tutto da te stessa.

Il mio Lui, lo guardo e inconsciamente lo supplico di amarmi, contemplarmi, farmi sentire la sua Dea, la sua Regina, e di non permettermi mai più di allontanarmi così tanto da Lui, di non consentirmi di sbagliare di nuovo tutto. Ma Lui non lo può sapere, Lui non è in grado di leggere lo schifo che si cela dietro i miei occhi blu, non sa quanto io stia soffrendo e non è conscio del dolore che potresti causargli. Non può sapere che io non sono più come prima, non lo sarò mai più, non può sapere che vorrei solo scappare. Non capisco come possa essermi tutto sfuggito di mano così velocemente, ero io nella posizione di “supremazia”, ero io la più forte in questo folle gioco a carte coperte. Ero io quella che aveva il suo Lui e che inizialmente cercava con tutte le sue forze di allontanare un lui non suo. Ed ora? Come è possibile che tutto si sia ribaltato così velocemente? Non riesco a tollerare che lui abbia una sua Lei e che la mia presenza, seppure breve, nella sua vita non abbia significato nulla. Non riesco in generale a tollerare di non rappresentare nulla per qualcuno che, invece, rappresenta molto per me…

Perchè è la verità, ho cercato di negarlo a me stessa per interi mesi, ma io un posticino a lui nel mio cuore lo ho donato. Sicuramente non ha lo stesso peso del mio Lui, ma non posso negarne l’esistenza…

Mi guardo allo specchio, sono la stessa di sempre, di mesi fa, prima che lui entrasse nella mia vita, ma poi mi osservo nella profondità dei miei occhi e vedo che no, non sono più la stessa di mesi fa…

E’ decisamente più faticoso vivere il quotidiano rispetto alla novità, all’avventura. Le emozioni che riservano le novità sembrano investirti, riempirti della loro presenza, appagarti, mentre il quotidiano spesso ti riserva sempre la solita routine, le solite emozioni, più durature, ma decisamente più flebili e meno cariche di adrenalina… Ed è proprio questo che mi manca, vorrei poter continuare a vivere quel qualcosa di bello ed emozionante al di fuori della dolce, calda, tranquillizzante copertina che condivido con Lui, almeno fino a quando, finalmente, non riuscirò a guardarmi di nuovo negli occhi e riprendere il controllo della mia vita, fino a quando non riuscirò di nuovo a capire che quello che si vive ogni giorno con Lui sotto la copertina può realmente essere la cosa più bella del mondo…


Ad occhi aperti…

Chiudo gli occhi ed ecco che ricomincio a pensarti, ad immaginarti, a sognarti…

Occhi negli occhi, ci guardiamo, ci scrutiamo, ci vogliamo. “Perchè sei qui?” mi chiede lui con voce roca, tenebrosa, sensualissima. “Ero qui vicino, sei tu che hai guidato un’ora nella nebbia per venire qui, con me”… Non dice nulla per qualche secondo interminabile, intanto sento il mio corpo che inizia a smettere di obbedirmi, sento che si sta animando, svegliando, una strana vibrazione inizia a percorrermi lo stomaco intero. Poi, interrompendo i miei pensieri dice: “Mi volevi parlare?” Ed io, totalmente paralizzata dalla crescente voglia di protendere verso di lui, rimango zitta. Non riesco a pensare razionalmente, il formicolio allo stomaco si sta piano piano diffondendo a tutto il corpo e mi distrae, mi impedisce di ricordare e recitare il bel discorsetto preparato mille volte sul perchè non possiamo, non dobbiamo… Appoggio la testa al sedile, piego leggermente il capo di lato e lo guardo, lo assaporo con gli occhi, lo bramo.

Mi prende dolcemente la mano, la accarezza, sorride conscio del mio imbarazzo, del mio essere totalmente in balia del mio caos interiore. Lo guardo, osservo le nostre mani intrecciarsi, le dita incrociarsi, scoppio in una dolce risata liberatoria. Gli accarezzo a mia volta la mano, il braccio, percorro i lineamenti dei suoi muscoli, del suo collo, fino a giungere al volto, ci avviciniamo l’uno all’altra. Ci sfioriamo, le nostre labbra si incontrano per la prima volta, sono incuriosite le une dalle altre, ma si allontanano subito, si sfiorano e si distanziano, in un continuo gioco di sguardi, incroci e sfioramenti… E poi, ad un certo punto, la sua voce mi sussurra all’orecchio: “come sei bella, che buon profumo che ha la tua pelle”, appoggio il volto alla mia spalla, gli occhi rivolti a lui, per assorbire ogni singola parola, ruoto ancora un poco lo guardo, occhioni blu in occhi verdi, profondità disperata in intensità accecante, e le nostre labbra si incontrano di nuovo, più a lungo, più profondamente, vogliose di conoscersi meglio, di analizzarsi, di lasciarsi andare. Un bacio lungo, appassionato, tenero ma al tempo stesso molto sensuale ed erotico… Le nostre bocche si dischiudono appena e le lingue di sfiorano, ruotano una intorno all’altra, si accarezzano, si assaporano…

Il mio corpo è in tumulto, il cervello mi ha abbandonata da tempo ormai e il cuore è in preda alla passione, al desiderio…

Le sue mani corrono lungo le mie spalle, mi sfiora il seno, mi tira i capezzoli che, prontamente reagiscono al suo stimolo, mentre, ininterrottamente continua a baciarmi. I nostri corpi si cercano con passione, lo attiro verso di me, la mia mano nei suoi capelli, li stringo con forza, desidero che senta il mio desiderio, la voglia che ho di lui.

Mi accarezza con la mano la coscia, mi alza la gonna, mi bacia il collo, le scapole, le spalle, il ginocchio… mi slaccia il reggiseno con un’unico abile e rapido gesto, osserva la mia candida biancheria intima e mi dice con tutto il trasporto e la passione possibile che no, non sono degna di portare l’intimo di colore bianco, e mi bacia con un trasporto inenarrabile…

Ho voglia di lui, ho voglia di sentire il suo corpo sul mio, e lui lo sa…. Mi bacia, mi accarezza di continuo, sale e scende il mio corpo ricoprendolo di baci fino a quando la sua bocca, la sua lingua, si posano lì, dove il mio desiderio del suo corpo si sta esprimendo. La sua lingua, i suoi baci… Il mio desiderio si fa sempre più vivo, e le sue carezze sempre più insistenti, penetranti…

E poi, magicamente come tutto è iniziato, tutto finisce… Occhi negli occhi, ci parliamo, è ora di andare… e mi accorgo che non è successo nulla, che tutta questa passione l’ho vissuta in una bolla che mi ha sollevato da terra, ma ora sono tornata qui, con i piedi per terra…


Una serata particolare…

Una serata particolare…estremamente banale per la maggior parte delle persone che, a trentanni hanno la fortuna di possedere un castello, un proprio regno, un nido…

Cosa ho fatto di tanto strano e inconsueto? Mi sono solo goduta me stessa, la mia vita, i miei pensieri, la mia anima. Sono tornata a casa ed ero sola, completamente, senza Lui, senza il pensiero di lui, e soprattutto senza la mia unica vera compagna di vita, colei che -da quando mi ha messo al mondo- non mi ha mai abbandonata e non ha mai smesso di amarmi, nonostante tutto il dolore che ha sofferto e che le ho provocato.

Faceva caldo, ma mi sono lo stesso barricata in casa, con le finestre chiuse e le tende tirate, il mio unico desiderio era quello di non permettere a nessuno di invadere il mio silenzio, la mia vita, il mio momento di intimità con me stessa.
Non volevo che uomini con i loro sguardi curiosi e le loro voci impiccione o animali dai versi striduli e irritanti, violassero il mio territorio e il silenzio che vi dominava.

E così i pensieri affluivano veloci, mi percorrevano le vene, mi pulsavano nelle tempie e nel cuore.

Libertà, Solitudine, la mia vita sembra realmente imprigionata in una gabbia aperta, ma da cui non ho il coraggio di uscire. Preferisco crogiolarmi nel dolore, nei forse, nei se e nei rimpianti, ma soprattutto nell’inquietudine…

Da sempre uno dei miei problemi è stato riconducibile alla paura della solitudine, del non avere nessuno accanto. Spesso sono triste perchè ho paura di rimanere sola, ma contemporaneamente non desidero altro che poter vivere da sola, senza quella pesantissima zavorra sulle spalle che altro non è che il dolore che mi provoca sapere di abbandonare e far soffrile lei, la mia stella, la mia mamma.

Ma è proprio dalla tristezza per la mancata libertà che traggo la mia forza, anche se -sempre più spesso- mi ritrovo stufa di esser coraggiosa, esasperata dal dovermi battere con il mondo…

E proprio in uno di questi momenti di fragilità il pensiero va al mio Lui, a cui chiedo solo una cosa: cerca di ascoltarmi… Ti prego prova a capirmi, promettimi che ti batterai con me, che non mi farai volare via, ma mi terrai imprigionata a te, tra le tue braccia, in quel luogo del tuo corpo tra le braccia ed il collo che è la mia vera casa, la mia salvezza, giura che mi capirai, mi amerai e che troverai e scoprirai con me la passione vera, pura, profonda, prometti che lascerai che l’amore prenda il sopravvento sul cervello, sugli obblighi, sulle cose da fare, su quello che non ti piace, che è da sistemare…

Ti prego, convincimi ogni giorno che valga la pena vivere con te, solo con te… io sono forte, ma sono stanca, perchè mi ritrovo ogni giorno a combattere con la mia natura pessimistica, triste… Ti prego, cerca di ritrovare la voglia di capire, di essere complici, essenze che si guardano dritte negli occhi, si toccano, si baciano e diventano gli amanti perfetti, l’unione di due corpi, l’intersecazione di due vite, di due cuori, di due anime eterne.

Dimmi che ci sarai, sempre e che non mi permetterai di allontanarmi, di nascondermi, di mentirti e di farci male…

Dimmi che mi ami, dimostramelo, lasciati andare, sul serio, abbandona i problemi, la stanchezza e pensa a me, a noi, a cosa potremmo fare ed essere insieme ed io ti ascolterò e non tradirà la tua fiducia…

Ti prego…


Ho sognato…

Apro gli occhi, raccolgo in un secondo le idee e cerco di capire chi sono, dove e perchè avverto nel cuore questa strana sensazione…

Ah ecco, ora è tutto più chiaro, anche se sono nel cuore tetro e buio della notte.

Ti ho sognato, ho immaginato di toccarti, abbracciarti, baciarti la nuca, la testa e tenerti stretto – di nuovo- a me, teneramente, morbidamente. Le emozioni ora riaffiorano nitide e mi sento profondamente persa nei pensieri e contemporaneamente quasi commossa.

Non si tratta di un sogno come gli altri, è molto più etereo, impalpabile, puro. Riaffiorano i sentimenti appena provati: una sorta di dolore celato, più che sofferenza si trattata di rammarico, forse, o di nostalgia. Avverto la voglia inarrestabile di sapere come stai, dove sei, cosa fai, perchè quel sogno, così irreale, frutto della mia mente, ha lasciato invece un segno reale, la sensazione di doverti proteggere ancora, di dover “coccolare” il tuo cuore, entrare nei tuoi pensieri e, come una madre amorevole, volerti bene e proteggere, senza chiedere nulla in cambio, senza voler nulla da te, amarti così come sei, senza criticare le tue scelte o senza avere la pretesa di essere io al primo posto su tutto. Provo una stranissima sensazione, è come se mi sentissi in dovere di proteggere la tua personalità, il tuo cuore che inizialmente potrebbe sembrare così arido, duro, ma che in realtà è pieno di tenerezza, di paure e di incertezze… o per lo meno, questo è il ricordo che ho io di te in questo momento, quello che ora mi manca di te.

E’ strano perchè l’occasione di amarti incondizionatamente la ho avuta, ma in quel momento non avvertivo la necessità di starti accanto “nonostante tutto”, nonostante le difficoltà della vita, nonostante le scelte che ci stavano separando… in quel momento i ruoli che abbiamo assunto in sogno questa notte erano invertiti, ero io la piccola creatura inerme che voleva essere curata e protetta. Ero io quella che non cercava altro che un riparo tra le tue braccia forti, sotto quel caldo cappotto dove mi rifugiavo appena ti vedevo, perchè volevo sentire il tuo odore, ascoltare il tuo cuore…

Ora, in questa notte ancora lunga e profonda, sento di doverti qualcosa, o meglio, sento di dovere qualcosa a me stessa, sento la necessità di dimostrarMi di saper amare incondizionatamente, amorevolmente, nella buona e nella cattiva sorte, per il resto della vita….

E’ un momento cruciale di cambiamento, la mia vita sta prendendo una rotta nuova, la mia casa sta cambiando aspetto, abitanti, il mio cuore sta diventando la casa, il rifugio del tuo cuore e io fino ad ora mi sono fatta sopraffare dai rumori esterni, dai disturbi che vengono dalle brutture del mondo, senza riuscire a concentrarmi sull’essenziale, su ciò che può rendere la mia vita degna di essere vissuta, su quello che può, finalmente, riabilitarmi ai miei stessi occhi… senza concentrami su ciò che sono in grado di dare a Te, a Lui, alla mia Stella e soprattutto a Me stessa, perchè è banale, ma così reale, solo la Felicità sa generare Felicità e solo l’Amor sa “move il Sole e l’altre Stelle”…


Un aiuto da trovare…

Sto seriamente pensando di trovare qualcuno che mi possa aiutare, sto decidendo di cercare una valvola di sfogo, una persona capace di ascoltare, senza giudicarmi a priori, qualcuno di competente ed in grado di appoggiarmi e accompagnarmi in une percorso che abbiamo come scopo quello di farmi capire come mai io sia diventata così aggressiva, sempre nervosa e totalmente intollerante. Sfioro l’esaurimento nervoso e ho serie crisi di nervi che fanno paura alle persone che ho accanto…

Non riesco ad essere serena e a rassegnarmi al dover vivere in questa fattoria “uscita male”, dove i minuti sono sanciti dall’estenuante canto dei galli dei vicini, dal brontolare delle papere, dalle oche che ti salutano con i loro ricordini quando entri in casa e il vicino con il suo trattore anni ’20 e la mentalità anni ’10 che il sabato e la domenica mattina deve salvare il mondo dall’inerzia ed iniziare a lavorare, trapanare, cantare e tagliare legna dalle sette del mattino. So che dovrei ringraziare il cielo per avere un tetto -e anche ampio- sulla testa che mi permette di vivere -e tra poco convivere- anche con il misero stipendio da laureata nel “periodo di crisi” in una disciplina -la comunicazione- che rientra tra i primi tagli che vengono fatti dalle aziende, ma non riesco più a vivere così.

Desidererei tantissimo andar via, andare a vivere da un’ altra parte, lontano da tutto quello che mi ha accompagnato negli ultimi 30 anni.

Continuo a litigare pesantemente con mia madre su questo argomento, ma contemporaneamente sono certa del fatto che non riuscirei mai ad andar via lasciandola sola. Ha già sofferto abbastanza…

E così lacrima dopo lacrima ho deciso che devo rassegnarmi anche se temo sarà difficile se non impossibile trovare serenità in quella casa, nonostante “Lui” e la pseudo convivenza che, partita un po’ per gioco, si sta concretizzando giorno dopo giorno.

Sono curiosa, ma veramente preoccupata, per me stessa, per il mio equilibrio già troppo instabile e per la mia saluti.

Come fa una persona ad avere così tante lacrime? Ho sbraitato più e più volte dietro mia madre, urlato al mondo il mio disagio, il mio rancore nei confronti della mia famiglia, perchè da piccola è vero che ho ricevuto tanto amore dai miei genitori, ma è anche vero che mi sono dovuta conquistare tutte quelle cose -anche banalmente dormire la domenica mattina- che per altre mie coetanee erano scontate,  non potevo mai uscire e fare tardi e tutti i weekend era una lotta continua.

Mi sento uno schifo, soprattutto nei confronti della mia mamma, lei povera piange e dice che non è stata colpa sua in primis, ed è vero, lo so, ma non riesco comunque ad accettare e dimenticare.

Casa mia, il cortile in cui vivo è sempre stato, e ahimè è tutt’ora, un posto dominato da una mentalità vecchia e arcaica, e questo ha sempre influenzato negativamente l’aria che respiro. Per anni questa stupida, primitiva e sorpassata mentalità mi ha fatto vivere male, in perenne conflitto con i mio padre che, a peggiorare il tutto, era convinto che con due sberle si risolve tutto e ci si fa rispettare… E nell’antichità magari avrà anche funzionato, ma non con me, non ora, non negli anni della mia infanzia e adolescenza…e non lamentiamoci se oggi sono una persona super aggressiva, che attacca tutto e tutti appena si sente anche lontanamente accusata… Siamo quello che siamo, ma siamo anche il frutto di ciò che proviamo, riceviamo e viviamo…

E povera dolce stella la mia mamma, lo so che lei è diversa, è a modo suo una vittima di quel cortile e delle persone che vi abitano intorno, lei è buona, dolce, tenera, non saprei come altro definirla se non “mamma”, quella delle favole, quella che fa di tutto per te, quella che soffre per te… per me che, invece, non la rispetto, la tratto male, e le urlo dietro sempre e comunque…

Io lo so che mi hanno amata, so che dovrei essere felice di quello che mi hanno dato, di quello che mia mamma continua a darmi ora, del suo volermi bene incondizionatamente, della mia casa, delle persone che mi circondano, ma ma non ce la faccio… e non so più che fare…


Il primo amore

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI… e ci credo… nella migliore delle ipotesi il suddetto primo amore ti ha nell’ordine: fatto battere senza nessun motivo apparente il cuore all’impazzata, sconvolto il precario equilibrio mentale conquistato in anni di faticosa pratica di creazione di famiglia formato Mulino Bianco con la tua Barbie e il Ken, fatto sentire totalmente incapace, inadatta e non all’altezza della sua bellezza ed intelligenza (anche se magari a distanza di anni ti sembrerà un rospo gracidante…magari…), fatto andare le gambe in pappa, slegato il cervello e il cuore dal resto del corpo, fatto sentire come se il mondo potesse smettere di girare, esistere, provocato strani tremolii e tensioni in parti del tuo corpo a te prima sconosciute, fatto assaporare il gusto della dolcezza, della spensieratezza e dato vita a delle meravigliose farfalle nello stomaco che piano piano svolazzano con movimenti apparentemente disordinati e casuali, tra le membrane del tuo corpo, ne percorrono ogni centimetro, volando verso il calore, verso il sole, verso il cuore e una volta che lo raggiungono lo irrogano di passione, di speranza, di una sensazione piacevolmente misteriosa e sconosciuta, ma di cui non vorresti mai più fare a meno, di amore…

Oh le farfalle, loro non si fermano, no, non smettono di volare, perché con la loro purezza e leggiadria salgono all’impazzata, più cerchi di raggiungerle, di controllarle, più loro scappano, sono totalmente fuori controllo, raggiungono le estremità dei nervi, degli arti e arrivano fino al volto, ti fanno venire quella faccia da ebete tipica dell’innamorato che perde il contatto con il mondo esterno, per conquistare le orbite e farti venire gli “occhi a cuoricino”, quegli occhi che non vogliono fare altro che contemplare con costanza e bramosia quasi struggente l’oggetto del loro desiderio, quegli “occhi a cuoricino” che sono gli unici in grado di esprimere realmente quello che senti, che provi nelle viscere, quell’immenso desiderio che ti brucia dentro, il motore del tuo nuovo essere…

Però si sa, le farfalle hanno una vita breve, e il cervello purtroppo a volte non è in grado di coglierne l’estrema bellezza, ma soprattutto non è capace di valutare  e preservare la loro fragilità…

Il cervello non riesce a vedere la bellezza di quello che sta accadendo, non sa come metabolizzare quel primo piccolo grande sentimento che prova, nessuno gli ha insegnato come ci si comporta e allora inizia a provare paura, smarrimento, è disorientato, sconcertato, turbato e impazzisce,  tu impazzisci… l’irrazionalità, la paura e la poca stima di te ti invadono, implacabili, inesorabili, impietose e tu rovini tutto…

E non te lo perdonerai mai, perché sai che potevi fare di più, essere di più…

E poi arriveranno nuovi amori, nuove farfalle e nuove meravigliose emozioni, il tuo cuore tornerà a battere all’ impazzata e conoscerà una nuova felicità, magari più grande, più stabile.. e queste nuove farfalle, chissà, riusciranno a salire fino al cielo e a insediare l’amore anche nella testa, nel cervello, nel tuo essere razionale… e sarai felice,realmente innamorata, ma ogni tanto il tuo cuore tornerà indietro e allora sentirai il peso di non avercela fatta e soprattutto sentirai x un piccolo momento la mancanza di un abbraccio, del suo abbraccio..


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